Ferrara, stranieri stabili o più poveri? Cala il denaro verso l’estero
Nel 2025 sono stati inviati 43 milioni di euro ai paesi d’origine
Ferrara A Ferrara nel 2025 sono partiti verso l’estero 43 milioni di euro di rimesse, il denaro inviato dagli immigrati alle famiglie nei Paesi d’origine. Sono questi i numeri diffusi dalla Fondazione Leone Moressa, i quali evidenziano anche come questi milioni valgano il 5,4% del totale regionale e che racconta, insieme, la presenza straniera sul territorio e il legame economico con le comunità di provenienza. Negli ultimi dieci anni il flusso è cresciuto del 33%, ma nell’ultimo anno si registra una frenata: -10,7% rispetto al 2024, uno dei cali più marcati in regione.
Il confronto con le altre province emiliano-romagnole mostra infatti un rallentamento più accentuato rispetto alla media regionale. L’Emilia-Romagna nel complesso ha inviato nel 2025 oltre 806 milioni di euro, in calo del 3,7% sull’anno precedente ma in crescita del 47,6% rispetto al 2015. Bologna resta la prima provincia regionale con 195 milioni di euro, seguita da Modena con 151 milioni e Reggio Emilia con 93 milioni. Ferrara si colloca invece nella fascia medio-bassa della classifica regionale, dietro anche Parma, Piacenza, Ravenna e Rimini.
Proprio confrontando il Ferrarese con realtà simili della regione, emerge una realtà diversa. Ravenna, ad esempio, registra 57 milioni di euro di rimesse e un lieve aumento annuale (+0,8%), mentre Forlì-Cesena si attesta a 59 milioni (-4,6%). Piacenza arriva a 61 milioni con un calo del 3,7%. Ferrara, con il suo -10,7%, mostra invece una contrazione più netta, che potrebbe essere collegata sia alla diminuzione della capacità di risparmio delle famiglie straniere sia a cambiamenti nelle comunità presenti sul territorio.
A livello nazionale il fenomeno continua però a mantenere dimensioni molto elevate. Secondo i dati della Banca d’Italia rielaborati dalla Fondazione Moressa, nel 2025 dall’Italia sono partiti complessivamente 8,6 miliardi di euro. Se si considera anche la componente “invisibile”, cioè il denaro trasferito attraverso canali informali, il volume reale potrebbe oscillare tra 9,9 e 12,5 miliardi.
Dopo il picco del 2011, le rimesse avevano subito una lunga fase di rallentamento fino al 2017, per poi tornare a crescere negli anni successivi. Oggi il quadro appare sostanzialmente stabile, anche se l’inflazione riduce il valore reale delle somme trasferite. Nel confronto 2015-2025, l’aumento nazionale è stato del 34,9%, mentre rispetto al 2024 la crescita è limitata al +2,5%.
La Lombardia si conferma la principale regione di partenza delle rimesse con 1,865 miliardi di euro, pari al 21,7% del totale nazionale. Seguono Lazio con 1,395 miliardi ed Emilia-Romagna con 806 milioni. A livello provinciale guidano Roma con quasi 1,2 miliardi e Milano con 944 milioni: da sole concentrano circa un quarto di tutte le rimesse italiane.
Cambia anche la geografia delle destinazioni. Il Bangladesh è oggi il primo Paese destinatario con 1,686 miliardi di euro, pari al 19,6% del totale. Seguono India e Marocco, entrambe poco sotto i 600 milioni. In forte crescita anche Sri Lanka ed Egitto, mentre rallentano Romania, Pakistan e Nigeria. Colpisce soprattutto il caso della Cina: nel 2011 le rimesse superavano i 3 miliardi, mentre oggi si fermano a soli 4 milioni di euro.
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