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Bodybuilder 26enne di Goro morto. Disposta l’archiviazione per i due indagati

Daniele Oppo
Bodybuilder 26enne di Goro morto. Disposta l’archiviazione per i due indagati

Resta invece aperto il filone legato al presunto uso di sostanze dopanti: la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone

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Goro Nessuno sarà chiamato a rispondere penalmente per la morte di Elia Ricci, il pescatore di 26 anni di Goro deceduto nel dicembre 2022 dopo un malore accusato al termine di una serata con amici. Resta invece aperto il filone legato al presunto uso e alla somministrazione di sostanze dopanti, per il quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone.

La giudice per le indagini preliminari Sandra Lepore ha disposto l’archiviazione per due indagati - il titolare della palestra frequentata da Ricci e un fisioterapista - in relazione all’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato. I due sono difesi, rispettivamente, dagli avvocati Denis Lovison e Andrea Marzola. Il provvedimento è datato 10 aprile. La decisione si inserisce nel solco delle conclusioni della consulenza medico-legale affidata a Roberto Testi e al tossicologo Enrico Gerace. Secondo gli esperti, non è stato possibile individuare un nesso causale diretto tra l’assunzione di sostanze dopanti e il decesso. I consulenti non escludono tuttavia che un uso prolungato possa avere inciso sulle funzionalità cardiache, favorendo un’aritmia in un soggetto con una predisposizione congenita non necessariamente letale. Ma di ciò, i due indagati non possono rispondere, mancando anche la prova di un loro ruolo più recente nel tempo in merito all’agevolare l’assunzione di doping.

Resta in piedi un secondo filone di indagine, coordinato dalla sostituta procuratrice Barbara Cavallo e condotto dai carabinieri, che riguarda un presunto circuito di sostanze anabolizzanti - tra cui testosterone, nandrolone e trenbolone - commercializzate anche tramite un canale Telegram utilizzato come piattaforma di vendita. Per questo la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone. L’udienza preliminare è fissata per il 9 luglio davanti al gup Giovanni Solinas. Tra gli imputati figurano anche il titolare della palestra e il fisioterapista, questa volta per l’ipotesi di utilizzo o somministrazione di sostanze dopanti.

Secondo l’impostazione accusatoria, un 29enne di Portomaggiore - difeso dall’avvocato Simone Bianchi - avrebbe indirizzato Ricci verso il canale Telegram per l’acquisto di sostanze; un 70enne di Fiscaglia - difeso dall’avvocato Dario Bolognesi - avrebbe venduto farmaci senza prescrizione. Tra gli imputati anche un 25enne di Goro, difeso dall’avvocato Claudio Borriello, accusato di detenzione e uso di dopanti, e un 39enne residente nel Rodigino, difeso dall’avvocato Barnaba Busatto, ritenuto dagli inquirenti un facilitatore nell’assunzione di sostanze da parte di altri soggetti.

Altre posizioni relative a questo filone di indagine sono state archiviate lo scorso aprile.

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