Sagre sempre più in crisi: da Galeazza a Goro la vitalità dei paesi si arrende
Dallo stop per gli insaccati a Corlo all’addio del pesce di mare a Galeazza. A San Nicolò la patata cambia volto, a Massa la Fiera salvata dall’oratorio
Ferrara Un piccolo stillicidio. Un quadro che probabilmente non è completo, ma esaustivo sì. L’estate 2026 sarà ricordata come la stagione delle sagre e feste saltate. Una situazione prevedibile, ma non in tempi tanto brevi. Abbiamo già raccontato della fine della storica Sagra del pesce di Gorino (che trattiamo a parte per raccontare l’intero panorama gorese), ma nel frattempo quasi ogni giorno arrivano notizie di feste che non si faranno più o si faranno ma ridotte.
La prima è stata la celebre Sagra degli insaccati di Corlo, quella iniziata al campo sportivo dal compianto Giuseppe Zagatti. Il 2025 è stato l’ultimo anno, poi la decisione dei volontari rimasti di chiudere i battenti, vendendo tutta l’attrezzatura e consegnando le chiavi del campo al Comune di Ferrara, anche se in realtà da anni ospitava le attività di una squadra di calcio amatoriale. Il motivo dello stop? L’età avanzata dei volontari, e senza ricambio non si può andare avanti a lungo.
Ieri abbiamo raccontato di come a Massa Fiscaglia sia stato necessario costituire una rete di associazioni per far sopravvivere la Fiera, storicamente organizzata dalla Pro Loco. Ma quando quest’ultima ha alzato bandiera bianco, è arrivato in soccorso l’oratorio, che dal 5 al 9 giugno prende le redini della festa grazie ai suoi tanti giovani e grazie anche alla collaborazione delle altre realtà del paese. Ma non ovunque può succedere questo, pensiamo a esempio al piccolo paese di Galeazza, comune di Crevalcore ma anima centese. Una squadra di calcio protagonista per anni in Prima categoria e una ancora più celebre Sagra del pesce di mare, l’appuntamento culinario estivo organizzato dalla locale società sportiva Asd Galeazza che ha deciso di dire basta. All’origine dello stop anche qui la carenza di volontari, emergenza che si fa sentire anche in una zona dove l’attivismo è stato sempre fra le priorità delle piccole comunità. A Galeazza non è bastato il ricambio con diversi giovani che negli ultimi anni avevano dato il loro contributo.
Una sagra che si era ritagliata uno spazio di primo piano puntando sul pesce di mare e sul fatto che i commensali provenienti principalmente dall’Alto Ferrarese, dal Bolognese e dal Modenese invece di macinare chilometri fino alle località costiere, trovassero prelibati piatti a base di pesce vicino a casa. La sagra era nata agli inizi degli anni Ottanta per poter dare un contributo economico alla locale squadra di calcio, che allora navigava fra Terza e Seconda categoria, per poi arrivare in tempi recenti in Prima categoria, a cui ha rinunciato la scorsa estate per ripartire dalla Terza; un primo segnale. L’Asd Galeazza organizzerà il 7º torneo di calcio a 7 in notturna memorial Gianni Bandiera, che inizierà martedì e andrà avanti fino al 16 giugno.
E nell’Argentano dopo tanti anni questa estate la popolare Sagra della patata di San Nicolò non si farà. Per molti era un appuntamento fisso, una tradizione, di certo un momento speciale per il piccolo paese. Qui non sarebbe un problema di volontari, bensì di troppa burocrazia, fatto sta che gli organizzatori hanno deciso di cambiare, di rinnovarsi, di proporre qualcosa di nuovo. Ci avevano provato lo scorso anno con una festa della birra di poche sere in aggiunta alla sagra. A fine giugno, invece, arriverà Sanpatafest, una nuova festa, nuovo format e nuova esperienza da vivere insieme. Nei prossimi giorni gli organizzatori spiegheranno come funzionerà, cosa cambierà rispetto alla vecchia sagra e tutte le novità che stanno bollendo in pentola. Cercando di non perdere l’obiettivo: stare insieme, divertirsi e valorizzare il paese.
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