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Chiuso l’Arci di Bosco Mesola, la presidenza non riaprirà

Matteo Ferrati
Chiuso l’Arci di Bosco Mesola, la presidenza non riaprirà

La sindaca Duò: «Deve uniformarsi a norme sanitarie vigenti». Comitato provinciale: «Ripartiremo, ma serve consiglio direttivo»

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Bosco Mesola Lo scorso 5 maggio una 66enne, socia collaboratrice dell’Arci di Bosco Mesola, stava realizzando dei lavori di pulizia nella cucina del circolo quando un ritorno di fiamma improvviso l’ha ustionata. La signora fortunatamente non è in pericolo di vita, anche se si trova ancora ricoverata al Bufalini di Cesena: «Le stanno ricostruendo la pelle in vari punti della parte destra del corpo - afferma il tesserato del circolo Alberto Paganini, che pochi giorni fa ha sentito telefonicamente il marito della vittima -. Ci vorrà del tempo prima che si possa rimettere».

Tuttavia, da quel giorno l’Arci di Bosco (immobile proprietà di Coop Reno) è rimasto chiuso. Ed è un disagio non indifferente per buona parte della comunità, a partire da quell’ottantina di residenti che erano abituati, meritatamente in pensione, a frequentare quotidianamente il circolo e che ora sono costretti alla “trasferta” in quello di Monticelli. Ma l’Arci non è soltanto un luogo per anziani: è uno dei principali (e pochi) centri di aggregazione e socialità del paese, dai più giovani ai più “datati”. Per i 140 soci (dato osservabile all’interno dello statuto presente sul sito del circolo), non avere la certezza della riapertura rappresenta una questione di non poco conto per tante persone, e già si sta iniziando a pensare a come poter sopperire all’assenza.

Arci provinciale

Notizie più e meno positive arrivano dall’Arci provinciale di Ferrara, che conferma il fatto che la presidenza attuale del circolo “Bosco” non ha intenzione di proseguire l’attività; tuttavia, «Stiamo monitorando la situazione. I soci vogliono avere notizie e li contatteremo a breve per organizzare un’assemblea sul futuro dello spazio - dicono i responsabili di Arci provinciale -. Riconosciamo la storia del circolo come nostro e vogliamo collaborare con la base sociale per ripartire con una nuova esperienza. Serve però un consiglio direttivo disposto a farlo».

E concludono: «Noi come comitato ci siamo. Vogliamo continuare perché sappiamo che il circolo di Bosco Mesola presenta un connubio intergenerazionale di valore; in questo senso, si tratta di una realtà quasi unica. Ci sono tanti elementi positivi che vanno assolutamente salvati».

I motivi della chiusura

Ma perché c’è stata questa chiusura? Dopo lo sfortunato episodio capitato alla signora, oltre ai carabinieri, vigili del fuoco, 118 ed elisoccorso, era giunto sul posto anche lo Spisal (Servizio prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro) di Ferrara, che ha avviato tutti gli approfondimenti del caso e ha posto l’Arci sotto sequestro: «Il circolo deve uniformarsi con le normative sanitarie vigenti – spiega la sindaca di Mesola, Lisa Duò -. L’immobile è risultato non idoneo alla riapertura, dunque la gestione (o qualcuno al posto dell’attuale proprietà, ndr) dovrà lavorare per rientrare nella regolarità. Io spero che ciò verrà fatto, perché un’attività che chiude, oltre ad essere una brutta pubblicità, non è mai una cosa positiva per il territorio ed è un servizio che viene a mancare».

Poi l’augurio della prima cittadina di Mesola: «Speriamo che ci sia l’intenzione di riaprire l’Arci, magari risanato sotto vari aspetti: nel tempo è stato ambito di “teatrini” poco piacevoli da parte di alcuni giovani, che hanno anche danneggiato la struttura».

I cittadini avranno quindi un ruolo fondamentale per garantire un futuro al circolo; l’Arci provinciale ha mostrato di essere interessato alla causa e si augura di poter ripartire insieme ai soci, con una nuova presidenza e, ovviamente, con l’immobile riqualificato e idoneo, nel completo rispetto delle norme igienico-sanitarie.

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