Ferrara, rapina mamma e bambina: voleva l’auto per fuggire
Oltre tre anni e mezzo di reclusione per il 27enne che venne fermato a Pontelagoscuro
Ferrara Condanna a tre anni, sei mesi e venti giorni di reclusione per Kevin Suffer, il 27enne giudicato con rito abbreviato per una serie di reati commessi nella giornata del 24 settembre 2025 tra Taglio di Po e Ferrara. Il giudice ha disposto anche il risarcimento di 1.500 euro nei confronti della donna vittima della tentata rapina, somma che si aggiunge ai 500 euro già versati dall’imputato.
La Procura aveva chiesto una pena più elevata: quattro anni e due mesi di reclusione, oltre a 4mila euro di multa.
I fatti si concentrano nell’arco di poche ore. La mattina del 24 settembre, a Taglio di Po, Suffer evade dai domiciliari dopo aver minacciato l’ex compagna, dicendo che sarebbe uscito per ucciderla. L’allarme viene dato dalla madre della donna. Subito dopo si introduce nell’abitazione di un uomo, da cui porta via chiavi, documenti, contanti e un’auto parcheggiata nel garage. Nel corso della giornata utilizza anche una carta Postepay sottratta alla vittima, effettuando prelievi – tra cui due operazioni da 500 e da 100 euro – per diverse centinaia di euro complessivi.
La fuga si sposta quindi nel Ferrarese. L’inseguimento si conclude a Pontelagoscuro, in via Padova, di fronte al pub “Il Covo”, dove Suffer perde il controllo dell’auto rubata e si scontra con un altro veicolo guidato da una donna. L’impatto non provoca feriti, ma l’uomo non si ferma a prestare soccorso: abbandona il mezzo e prosegue la fuga a piedi. Scavalcato un guard rail, si dirige verso la vicina scuola “Guido Rossa”, con l’intento di procurarsi un altro veicolo. Nei pressi dell’istituto sale sul lato passeggero di un’auto ferma in strada, a bordo della quale si trovano una donna e la figlia, e intima più volte alla conducente di consegnargli le chiavi e scendere. Si avvicina al volto della donna nel tentativo di impossessarsi del veicolo, ma l’azione fallisce per la reazione della vittima, che riesce a uscire dall’auto e a richiamare l’attenzione dei passanti con le urla. Le ricerche si concentrano nella zona. Gli agenti della Squadra Mobile lo individuano poco dopo in via Modena. Al momento del fermo oppone resistenza, spingendo e colpendo gli operatori. Portato in Questura, tenta nuovamente la fuga liberandosi dalle manette e lanciandosi da una finestra del primo piano, ma viene bloccato nel cortile.
Nel processo si è costituita parte civile la donna vittima del tentativo di rapina, assistita dall’avvocato Simone Bianchi, per la quale è stato disposto il risarcimento. La difesa dell’imputato era affidata all’avvocato Alessio Lambertini.
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