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Il caso

Omicidio e maltrattamenti all’ospedale di Argenta. La pm: «Infermiere a processo»

Daniele Oppo
Omicidio e maltrattamenti all’ospedale di Argenta. La pm: «Infermiere a processo»

Prova insufficiente, chiesto il non luogo a procedere

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Argenta Due accuse cadono, ma sul resto si va verso il processo. La pubblica ministero Barbara Cavallo ha chiesto il non luogo a procedere per due presunti episodi di maltrattamenti e ha confermato la richiesta di rinvio a giudizio per Matteo Nocera, imputato per omicidio volontario aggravato, maltrattamento di pazienti nel reparto di Lungodegenza dell’ospedale Mazzolani-Vandini, falso, truffa ed esercizio abusivo della professione medica e infermieristica.

L’udienza preliminare proseguirà il 25 giugno davanti al giudice Giovanni Solinas, quando la difesa - rappresentata dagli avvocati Lorenzo e Giacomo Valgimigli - esporrà le proprie ragioni. Al centro del procedimento c’è la morte del paziente Antonio Rivola, avvenuta il 5 settembre 2024, che secondo l’accusa sarebbe stata causata dalla somministrazione di Esmeron, un potente miorilassante utilizzato in ambito anestesiologico. I familiari hanno scelto di non costituirsi parte civile, annunciando però un’azione risarcitoria in sede civile.

Le imputazioni riguardano anche altri pazienti che, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati vittime di maltrattamenti con conseguenze anche gravi. Per due di questi episodi, tuttavia, la Procura ha chiesto il non luogo a procedere, ritenendo non decisivo l’esito del test del capello effettuato per verificare l’eventuale somministrazione di farmaci senza prescrizione.

Nocera è inoltre accusato di aver somministrato medicinali come Midazolam, Haldol e Naloxone senza autorizzazione, e di falso in cartella clinica. Secondo l’impianto accusatorio, anche il titolo utilizzato per l’assunzione sarebbe falso, da cui deriverebbero le accuse di truffa ai danni dell’Ausl e del Ministero della Salute e di esercizio abusivo della professione infermieristica. Nel processo si sono costituite parti civili l’Ausl di Ferrara, tramite l’avvocata Sabrina Di Giampietro, e i familiari dei pazienti coinvolti, assistiti dagli avvocati Simone Bianchi, Francesco Mantovani, Stefano Forlani, che hanno sostenuto la richiesta della Procura.

L’imputato, presente in aula, è attualmente agli arresti domiciliari in attesa della decisione della Corte di Cassazione sui ricorsi relativi alle misure cautelari. Nessuna dichiarazione dalla difesa, che si prepara a una linea tecnica con possibili eccezioni sull’utilizzabilità di alcuni atti d’indagine, in particolare quelli relativi alle dichiarazioni rese agli inquirenti da parte di alcuni colleghi di Nocera. Questioni che la pm Cavallo ha cercato di anticipare e, prendendo in prestito il linguaggio calcistico, di “parare”.

Sul fronte parallelo dell’inchiesta, il 2 luglio è fissata l’udienza preliminare per una dottoressa dell’ospedale argentano, chiamata a rispondere di falso in cartella clinica e interruzione di pubblico servizio, contestazione che riguarda anche lo stesso Nocera per un episodio nel quale sarebbe stato inviato, durante l’orario di servizio in reparto, a prestare assistenza privata alla madre della professionista. 

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