Turismo, Comacchio trascina la crescita provinciale
Nel Ferrarese + 10,3% di presenze rispetto al 2019, ok il recupero post Covid
Ferrara Il turismo in Emilia-Romagna continua a crescere e nel 2025 ha confermato il recupero dopo gli anni della pandemia. Lo dicono i dati dell’Osservatorio regionale sul sistema turistico presentati ieri nella sede della Camera del Lavoro di Bologna con interventi di Giuliano Guietti (presidente Ires Emilia Romagna), Emiliano Sgargi (segretario generale Filcams Emilia Romagna) e Isabella Pavolucci (segreteria Cgil Emilia Romagna).
Gli arrivi turistici hanno superato i 13,2 milioni, con un incremento dell’11,4% rispetto al 2024, trainato soprattutto dalla crescita della componente straniera, che oggi rappresenta oltre il 31% del totale. Anche le presenze hanno registrato un aumento significativo, arrivando a oltre 44 milioni di pernottamenti.
All’interno di questo scenario regionale particolarmente dinamico, il territorio ferrarese mostra segnali interessanti di consolidamento e trasformazione. La provincia di Ferrara registra infatti una crescita del 10,3% delle presenze rispetto al 2019, dato che la colloca tra le realtà più positive dell’Emilia-Romagna, dopo Bologna e Modena. Questo risultato assume ancora più valore se si considera il momento di difficoltà che stanno attraversando molte località balneari tradizionali della Riviera romagnola.
A trainare il turismo estense sono soprattutto Ferrara città e Comacchio, che rappresentano due modelli turistici differenti ma complementari. Ferrara conferma il proprio ruolo di città d’arte e turismo culturale. Nel 2025 ha registrato quasi 279 mila arrivi e oltre 548 mila pernottamenti, mantenendo stabile la propria posizione tra le principali mete regionali. La crescita del turismo urbano rappresenta una delle tendenze più evidenti emerse negli ultimi anni in Emilia-Romagna e Ferrara beneficia pienamente di questo cambiamento. Sempre più visitatori scelgono città d’arte, esperienze culturali, eventi e percorsi legati all’identità storica dei territori. In questo contesto Ferrara può valorizzare il proprio patrimonio rinascimentale, il sistema museale, il cicloturismo e la vicinanza con il Delta del Po.
Ancora più rilevante è il ruolo di Comacchio, che si conferma una delle principali destinazioni turistiche regionali. Nel 2025 il comune ha superato i 335mila arrivi e soprattutto ha registrato oltre 2,2 milioni di pernottamenti, collocandosi al settimo posto in tutta l’Emilia-Romagna per presenze turistiche. Questo dato dimostra la grande capacità attrattiva del sistema dei Lidi di Comacchio, che continua a rappresentare uno dei poli fondamentali del turismo balneare regionale.
Tuttavia, il dato più interessante riguarda la capacità di Comacchio di mantenere risultati positivi in una fase in cui il turismo costiero tradizionale mostra segnali di rallentamento, soprattutto nella costa riminese. Mentre alcune località balneari registrano flessioni delle presenze, Comacchio continua a crescere, seppur moderatamente, confermando una buona tenuta del proprio modello turistico. A fare la differenza contribuisce probabilmente la forte integrazione tra mare, ambiente naturale e turismo lento. Il Parco del Delta del Po, il cicloturismo, il turismo naturalistico e quello enogastronomico stanno infatti ampliando l’offerta oltre la semplice vacanza balneare stagionale.
Un altro elemento importante riguarda la progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici regionali. I pernottamenti tendono oggi a distribuirsi in modo più equilibrato durante l’anno, con una crescita significativa nei mesi primaverili e autunnali.
«Flussi turistici, modalità di viaggio, piattaforme digitali, contesto climatico, condizioni di lavoro: per affrontare le criticità storiche ed i cambiamenti in atto nel settore del turismo, occorre riaffermare la governance pubblica del comparto attraverso un confronto stabile e strutturato tra istituzioni, parti sociali e territori. – è il commento della Cgil e della Filcams regionali -. Il sistema dei “turismi”deve essere considerato una vera e propria politica industriale e sociale strategica. La pianificazione è uno strumento essenziale per condividere obiettivi e individuare investimenti in una visione di lungo periodo, superando la frammentazione degli interventi, e per valorizzare al meglio le potenzialità dei territori».
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