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Furti alla velostazione di Ferrara: rubate una decina di biciclette e la rabbia sale

Furti alla velostazione di Ferrara: rubate una decina di biciclette e la rabbia sale

I ladri entrano da un ingresso secondario aggirando tornelli, app e Qr code

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Ferrara “Cerchi un parcheggio gratuito per la tua bicicletta? La velostazione è aperta 24 ore su 24 ed è videosorvegliata. La sosta è gratuita! Da lunedì 24 marzo 2025 per entrare e uscire mostra il QR Code allo scanner posto al varco ciclabile e se hai bisogno di aiuto, suona il citofono”. Leggendo questa invitante pubblicità sul sito di Ferrara Tua, sembra che la velostazione di via Felisatti - a un passo dall’ingresso della stazione ferroviaria - abbia definitivamente risolto le angosce e i patemi d’animo di tanti pendolari costretti a recarsi in stazione in bicicletta. In realtà anche ieri si è verificata una nuova razzia di biciclette, nonostante la videosorveglianza e i cancelli che si trovano all’ingresso della velostazione a prova sicurezza e più sofisticati dei tornelli di San Siro.

La falla

In realtà a parte i più tecnologici meccanismi di app e Qr Code per entrare in sicurezza, facendo pochi metri si più notare che dal lato opposto che c’è anche un ingresso secondario dove può entrare chiunque ovviamente senza app e Qr Code. Inoltre è molto facile uscire anche con biciclette altrui senza gli adeguati controlli, basta avere l’app.

I furti

Ieri dunque un’altra amara sorpresa per molti pendolari che al momento di andare a ritirare la propria bicicletta chiusa con catene e lucchetti non hanno trovato nemmeno i dispositivi di chiusura. Erano in tanti a protestare e a verificare con attenzione se la propria bicicletta fosse stata proprio rubata o semplicemente spostata. Tra l’altro la ricerca, specie per le ragazze, non è agevole all’interno della velostazione. Essendo alla fine di libero acceso a chiunque, è facile trovare persone che vi bivaccano, senza fare nulla di male, ma evidentemente non sono in quel punto per ritirare la bicicletta. Gentilissima e cordiale la voce che ti risponde poi al citofono quando suoni per un’emergenza e in questo caso per denunciare il furto. Ormai è una voce in preda alla rassegnazione, abituata a rispondere ai tanti che hanno subìto il ratto della bici e informa che il problema è già stato segnalato più volte alla autorità competenti.

È vero, il progetto della velostazione è ancora parziale e nei piani dell’amministrazione comunale che ha investito molto sul piano della sicurezza specie nella zona del Grattacielo - che a quanto pare continua ancora a essere sotto scacco della piccola criminalità – questa struttura di ricovero bici rappresenta un ulteriore fiore all’occhiello per il risanamento dell’area antistante lo scalo ferroviario. La lusinga della sosta gratuita e in sicurezza e ben lontana però da essere tale nelle realtà, al di là degli slogan e dei proclami. Tra l’altro chi ha subìto il furto della bici e intende giustamente fare denuncia deve affrettarsi a recarsi negli uffici preposti, perché le registrazioni delle telecamere della videosorveglianza dopo 72 ore si sovrappongono, cancellando così anche il minimo indizio per cercare di recuperare la bicicletta rubata.

A qualcuno ieri, tra i tanti derubati della bici, è tornato alla mente l’antico deposito delle biciclette in cui si pagava ma con la certezza di ritrovare il proprio mezzo, senza tanti Qr Code o sofisticate app. La situazione invece è questa e bisogna seriamente correre ai ripari. Per il momento è una velostazione colabrodo.

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