Ferrara. Espressioni sessiste in Consiglio: «Il presidente Soffritti deve intervenire»
Dal beffardo "consiglieressa" a "maestrina", fino a frasi a doppio senso sessuale. Protesta la Conferenza delle Donne democratiche
Ferrara Non è una polemica episodica, ma un segnale che si ripete. E che, proprio per questo, merita attenzione. La lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio comunale Federico Soffritti dalla Conferenza delle Donne democratiche chiama in causa un punto preciso: il rispetto delle regole e, prima ancora, delle persone dentro l’aula istituzionale.
Il riferimento normativo è chiaro. L’articolo 70 del regolamento stabilisce limiti e responsabilità del dibattito: libertà di espressione sì, ma senza sconfinare negli attacchi personali. E assegna al presidente un compito altrettanto netto: intervenire, richiamare, garantire il decoro. Da qui parte la contestazione. Secondo le firmatarie, a fronte di espressioni «beffarde e lesive della dignità» rivolte a consigliere comunali, quel presidio non avrebbe funzionato.
Non si parla solo di toni accesi – fisiologici in politica – ma di parole che scivolano nell’offesa: “Consiglieressa”, “maestrina”, “ignorante”: fino a una frase esplicitamente sessista e riportata per intero nella lettera che, dicono le donne democratiche, «non può essere assolutamente derubricato come una goliardata».
Episodi che, si sottolinea, non hanno trovato un richiamo formale, né una presa di distanza chiara. E che, anzi, sarebbero stati accompagnati da sorrisi e complicità.
Il punto politico, però, è più ampio del caso singolo. Non si tratta – scrivono – di difendere una consigliera, ma di affermare una linea di tutela che riguarda tutte le rappresentanti e, per estensione, tutte le donne. Alla presidenza viene richiesto di esercitare quella imparzialità che la carica impone, senza sconti né indulgenze: «Ribadiamo il ruolo di imparzialità insito nella carica di presidente del Consiglio che comprende la tutela delle prerogative e dell’esercizio effettivo delle funzioni dei consiglieri, nonché la regolarità delle discussioni, che noi siamo certe voglia dire anche il diritto di non essere insultate».
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