Fiscaglia, denunciati finti carabinieri
Due uomini hanno truffato un pensionato sottraendogli 32mila euro. La banca ha bloccato i bonifici sospetti ed i militari hanno smascherato il raggiro
Fiscaglia Lo scorso 29 maggio, i Carabinieri della Stazione di Massa Fiscaglia, hanno denunciato due uomini (36 e 58 anni) con l’accusa di truffa aggravata in concorso in danno di un pensionato del posto, caduto nella trappola del “finto carabiniere”.
L’episodio ha avuto inizio nella mattinata del 22 maggio scorso, quando la vittima, un pensionato 68enne, è stato contattato telefonicamente da un uomo spacciatosi come un carabiniere in servizio. Il sedicente militare, con toni rassicuranti e persuasivi, ha allarmato l’uomo circa presunte operazioni anomale in corso sul suo conto corrente. Una volta guadagnatosi la fiducia della vittima, ha assicurato di mettere al riparo i risparmi di una vita, inducendo la vittima a disporre con urgenza due bonifici istantanei verso un conto corrente indicato come sicuro e infruttifero.
Il pensionato, fidandosi del sedicente interlocutore in divisa, si è recato presso la propria banca disponendo un primo bonifico di 32.000 euro, per poi tentarne un secondo da 10.000 euro tramite l’applicazione mobile dell’istituto. Ma, fortunatamente quest’ultimo, movimento è stato intercettato e bloccato in tempo dallo stesso istituto di credito, insospettito dall’anomalia dell’operazione.
Accortosi del raggiro, il 68enne si è presentato immediatamente presso la Stazione Carabinieri di Massa Fiscaglia per sporgere denuncia, permettendo ai militari di avviare le indagini. È stato così individuato l’intestatario del conto corrente su cui è confluito il denaro frutto della truffa, potendo così chiederne il blocco immediato. I successivi riscontri hanno poi condotto i militari all’identificazione di due uomini di 36 e 58 anni (residenti in altra regione), già noti alle forze dell’ordine per analoghi precedenti, di cui primo aveva il compito di contattare la vittima mentre il secondo, con funzioni di “cassiere”, metteva a disposizione il proprio conto corrente.
Ed è proprio sul conto bancario di quest’ultimo che è stata sequestrata la somma di 32mila euro: appena in tempo per impedire che il denaro potesse sparire ed essere spartito tra i due complici.
Pertanto ora, i due uomini dovranno rispondere dell’accusa di truffa aggravata in concorso dinanzi all’autorità giudiziaria. In questi casi l’Arma rinnova l’invito a diffidare sempre di richieste telefoniche di denaro o bonifici, ricordando che nessun carabiniere richiederà mai il trasferimento di somme di denaro su conti correnti o la consegna di beni preziosi.
In caso di qualsiasi dubbio, l’invito è di interrompere la comunicazione e contattare il 112. l
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