La Nuova Ferrara

Ferrara

Il fenomeno

Gli abusivi lasciano i mercati, ma tornano a vendere in spiaggia ai Lidi

Katia Romagnoli
Gli abusivi lasciano i mercati, ma tornano a vendere in spiaggia ai Lidi

Cantano vittoria gli ambulanti: «Siamo riusciti a tenere tutto sotto controllo». Dai Bagni: «Non stanno sulla battigia, tendono a passare sotto gli ombrelloni»

2 MINUTI DI LETTURA





Lidi Venditori abusivi e spiaggia, un binomio che resiste, ma se negli ultimi 10 anni, anche mercati e viali del passeggio serale, in estate erano stati sotto l’assedio del commercio illegale, oggi il baricentro dell’attività sembra essersi nuovamente spostato verso la battigia, riportando il fenomeno alle sue origini. Sono molteplici le ragioni di questa trasformazione, favorita dall’azione delle istituzioni locali, delle Forze dell’ordine e delle associazioni di categoria, attraverso le numerose edizioni estive di Un mare di legalità, la campagna di informazione coordinata dalla Prefettura e rivolta ai turisti, con l’obiettivo di contrastare l’abusivismo e promuovere la cultura della legalità.

«Le campagne di sensibilizzazione ed il potenziamento dei presidi della Polizia locale, uniti a interventi repressivi di tutte le forze di polizia – spiega Giovanni Finottelli, presidente provinciale di Anva Confesercenti e vicepresidente di Confesercenti del Delta, con delega al commercio -, hanno iniziato a produrre risultati. Faccio una battuta: anche gli abusivi sentono il peso della crisi e dell’inflazione. Il fenomeno è tornato quasi tutto sulla battigia, da dove era partito alla fine degli anni Settanta. C’è qualcosa nei mercatini serali, ma nei mercati settimanali è quasi sparito».

La svolta

Un cambiamento che, secondo Finottelli, affonda le proprie radici nelle strategie adottate dal 2014 ad oggi. Presidi, attività di volantinaggio e campagne di sensibilizzazione hanno contribuito a indebolire un sistema che genera concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari e che, allo stesso tempo, alimenta circuiti economici riconducibili alla criminalità organizzata. Come precisa Finottelli, oggi vanno per la maggiore capi di abbigliamento, calzature, borse, contraffatti, esposti in bella mostra in spiaggia o portati a spalla da un ombrellone all’altro.

L’obiettivo ora, dopo il rinforzo della presenza delle divise nei mercati, deve essere necessariamente l’opera di sensibilizzazione verso i turisti in spiaggia, scoraggiandoli all’acquisto di merce contraffatta. Ai lidi nord, come osserva Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari (lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni), «il fenomeno si è ridimensionato. Ormai i turisti che accedevano alle spiagge libere non potevano più fruire del bagnasciuga, già occupato all’alba - ricorda Bocchimpani - dai teli e dalla merce dei venditori abusivi». Anche ai Lidi sud l’abusivismo in spiaggia sta cambiando volto, con una presenza più rarefatta sulla battigia e con maggiori passaggi tra lettini a riva e ombrelloni sull’arenile. «Rispetto ai tempi d’oro - racconta Nicola Spinabelli, presidente della Cesb, cooperativa degli esercenti balneari dei Lidi Estensi e Spina -, oggi i venditori abusivi circolano. Di sicuro la presenza di donne e uomini in divisa ha fatto da deterrente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google