Cento, violenza e minacce alla ex: un imprenditore ai domiciliari
Le denunce della donna decisive per ricostruire le aggressioni
Cento I carabinieri di Cento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un imprenditore di 45 anni. L’uomo è accusato di stalking, lesioni personali aggravate, violazione di domicilio, danneggiamenti reiterati, minacce e tentata estorsione ai danni della ex compagna, nonché ex socia in affari.
Le indagini Il provvedimento è scattato a seguito delle indagini condotte dall’Arma in seguito alle denunce presentate dalla donna e ai numerosi interventi effettuati dalle stesse pattuglie dell’Arma. Gli accertamenti hanno permesso così di delineare un grave quadro indiziario relativo a una serie di presunte condotte vessatorie e violente, iniziate nel dicembre dello scorso anno e intensificatesi gravemente a partire da febbraio 2026. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato avrebbe posto in essere reiterate molestie inviando quotidianamente messaggi minatori, gravemente offensivi e contenenti richieste estorsive di denaro. Le indagini hanno inoltre documentato numerose incursioni all’interno dell’azienda di cui la vittima è titolare.
Durante questi episodi, l’uomo avrebbe sottratto materiale ferroso, danneggiato gravemente autovetture e macchinari aziendali, arrivando persino a manomettere gli impianti antincendio e ad appiccare il fuoco ad alcuni rifiuti. In diverse occasioni inoltre, l’indagato avrebbe minacciato e aggredito fisicamente anche i dipendenti dell’azienda. In un episodio particolarmente allarmante, l’uomo avrebbe minacciato la donna impugnando un oggetto con le sembianze di una pistola, successivamente rivelatasi essere una pistola a spruzzo per verniciare. L’escalation di violenza avrebbe raggiunto il culmine a metà maggio, quando l’indagato, alla guida di un mezzo pesante, avrebbe volontariamente speronato l’autovettura condotta dalla ex compagna, causandole un trauma e lesioni giudicate guaribili in oltre venti giorni. Il quarantacinquenne era peraltro già noto agli uffici giudiziari, avendo riportato condanne per reati analoghi nel 2022 e nel 2024, e quindi su di lui gli occhi delle forze dell’ordine, in questo caso dei carabinieri, non avevano mai smesso di seguirlo.
Nonostante i precedenti specifici, le presunte vessazioni sarebbero comunque continuate. I provvedimenti Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari nella propria abitazione, con l’applicazione del dispositivo di controllo del braccialetto elettronico per monitorare il divieto di avvicinamento. La vicenda ha creato un clima di preoccupazione anche nei confronti dei parenti e degli amici della donna vittima delle violenze.
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