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Quando l’impresa non va. Anche Ferrara ha i suoi debiti

Andrea Mainardi
Quando l’impresa non va. Anche Ferrara ha i suoi debiti

Il territorio rappresenta il 12% dell’esposizione in regione

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Ferrara Non sono grandi speculatori né imprenditori d'assalto. Sono ex commercianti, professionisti, artigiani e piccoli imprenditori che, dopo una crisi economica, una malattia o un investimento sbagliato, si sono ritrovati schiacciati da debiti impossibili da sostenere. È questo il quadro che emerge dal dossier decennale 2016-2026 di Legge3.it sul sovraindebitamento, che offre una fotografia inedita della situazione nel Ferrarese e in Emilia-Romagna.

Ferrara rappresenta circa il 12% dei casi regionali, con tre procedure riferibili al Tribunale estense su un totale di 25 fascicoli esaminati in Emilia-Romagna. Il monte debiti stimato per il territorio ferrarese oscilla tra 1,2 e 1,5 milioni di euro, mentre i singoli casi registrano esposizioni comprese tra circa 360 mila e 740 mila euro. L'aspetto più significativo riguarda però l'esito delle procedure: nei casi analizzati l'abbattimento del debito tramite professionisti supera il 70% e può arrivare fino al 95%, consentendo ai debitori di ripartire dopo anni di difficoltà economiche.

Il dato evidenzia come il sovraindebitamento non sia esclusivamente un fenomeno urbano. Nel Ferrarese, infatti, le difficoltà economiche colpiscono soprattutto un tessuto produttivo fatto di piccole attività commerciali, imprese agricole e lavoro autonomo. Guardando alla composizione del debito il peso delle cartelle esattoriali è enorme. Tra il 40% e il 45% dell'esposizione complessiva deriva infatti da debiti verso Agenzia delle Entrate-Riscossione, Inps ed enti pubblici. Le banche e le finanziarie rappresentano una quota compresa tra il 45% e il 50%, mentre fornitori e creditori privati incidono soltanto per il 5-10%.

Si tratta di una caratteristica che distingue molte realtà produttive del Nord Italia, dove il fallimento di un'attività lascia spesso in eredità anni di contributi e imposte non versati, destinati a crescere con interessi e sanzioni. Nel Ferrarese, come nel resto della regione, la principale causa del sovraindebitamento è il fallimento di precedenti attività lavorative, responsabile di circa il 50% dei casi.

Seguono le fideiussioni prestate a familiari (20%), investimenti rivelatisi fallimentari o vere e proprie truffe (10%), eventi traumatici come malattie e lutti (10%), credito al consumo (5%) e gioco d'azzardo patologico (5%). Dietro i numeri emergono storie concrete: un professionista ferrarese travolto da una truffa internazionale che ha accumulato circa 740 mila euro di debiti, oppure una coppia proprietaria di un'edicola fallita, rimasta esposta per oltre 359 mila euro tra banche, finanziarie ed enti previdenziali.

La fotografia che emerge è quella di un fenomeno spesso invisibile, ma tutt'altro che marginale. Un problema che nel territorio riguarda soprattutto chi ha tentato di mantenere in vita una piccola attività economica e che, una volta cessata l'impresa, continua a convivere con un debito che nessun reddito ordinario può più sostenere.

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