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Ostellato, il futuro della Bompani appeso ad un filo sottile

Annarita Bova
Ostellato, il futuro della Bompani appeso ad un filo sottile

Atteso tavolo in Regione con l’assessore Paglia, Confindustria, sindacati e sindaca Rossi

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Ostellato La Fox Bompani è appesa a un filo. Dopo 72 anni lo stabilimento di Ostellato rischia la chiusura definitiva e a metà di questa settimana è stato fissato un incontro in Regione con l’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia, alla presenza di Confindustria, della sindaca ostellatese Elena Rossi e dei sindacati, per cercare di capire in qualche direzione si può provare ad andare e se ci possono essere delle “uscite di sicurezza” per i lavoratori. «Siamo stanchi – dicono i dipendenti -. Abbiamo bisogno di certezze, di un futuro, di ricominciare a dormire sonni sereni».

Per i circa 60 lavoratori sono stati e saranno mesi duri, molto duri. Per problemi tecnici, poi risolti, non hanno ricevuto la cassa integrazione nei primi mesi dell’anno e comunque gli ammortizzatori sociali sono in scadenza dopo la proroga di aprile. E quello che sarà non è ancora dato sapere. L’incontro con l’assessore Paglia potrebbe chiarire qualche dubbio, ma il destino, per quanto difficile sia da accettare, pare già scritto perché la crisi toglie il fiato. La proprietà ci ha provato, ci ha creduto ma servirebbe un miracolo.

Bompani è un’azienda italiana produttrice di elettrodomestici, fondata a Modena nel 1954. È nota per la produzione di cucine, forni e piani cottura. Tutti abbiamo visto almeno una volta (e desiderato) i frigoriferi colorati in stile retrò. Un marchio forte, protagonista del miracolo economico e fortissimo nel momento in cui in ogni casa arrivò la famosa “cucina economica”. Nel 1971 nasce il Modello 9100, ribattezzato ufficialmente “Baby”. Per la produzione di questa cucina viene inaugurato nello stesso anno il nuovo stabilimento a Ostellato, che ospitava la più grande smalteria d’Europa. In paese come nei dintorni, in tutte le famiglie c’era qualcuno che lavorava alla Bompani ed è anche per questo che la crisi ha poi colpito davvero tutti.

Nel 2013, la società viene acquisita dall’imprenditore Enrico Vento. La nuova strategia aziendale si è basata sul rifiuto della delocalizzazione produttiva, puntando sulla valorizzazione del Made in Italy. Nel 2017 viene inaugurata la nuova sede direzionale a Modena, mentre il polo produttivo viene consolidato nello stabilimento di Ostellato. In questa fase, l’azienda punta sull’export, che arriva a coprire circa il 90% del fatturato, con una forte penetrazione nei mercati del Medio Oriente (Arabia Saudita, Dubai, Qatar). A partire dal 2021, l’azienda subisce gli effetti della crisi macroeconomica post-pandemica, caratterizzata dall’iper-inflazione delle materie prime (acciaio e componenti elettronici) e dall’impennata dei costi energetici. Nonostante un portafoglio ordini solido, la crisi di liquidità porta a tensioni finanziarie e sindacali. Nel 2024, la società ha intrapreso la procedura di concordato preventivo in continuità presso il Tribunale di Ferrara. 

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