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Il cordoglio

Morto Roberto Soffritti, fu sindaco di Ferrara dal 1983 al 1999

Morto Roberto Soffritti, fu sindaco di Ferrara dal 1983 al 1999

Il ricordo di Fabbri: «La sua scomparsa mi addolora. Sapeva mantenere i rapporti con tutti, al di sopra delle divisioni di appartenenza»

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Ferrara Lutto a Ferrara per la morte di Roberto Soffritti, sindaco di Ferrara dal 1983 al 1999. Aveva 84 anni. È stato l’ultimo sindaco del Pci a Ferrara ed è quello che ha detenuto il potere più a lungo, con quattro mandati da sindaco per un periodo ininterrotto di 16 anni.

La carriera

Dopo un ruolo da assessore nelle giunte di Radames Costa e Claudio Vecchi, il grande balzo sulla poltrona di primo cittadino è avvenuto nel 1983. Soffritti, nonostante sia stato anche in Parlamento a Montecitorio con il Pdci, in una delle legislature più corte della storia della Repubblica dal 2006 al 2008, è ricordato soprattutto per la sua lunga attività amministrativa a Ferrara e in città sono molti che lo chiamano ancora sindaco. Era nato l’11 ottobre 1941. Aveva solo 3 anni il piccolo Roberto, quando nel novembre del 1944 le SS e i fascisti uccisero suo padre Antenore di 33 anni, una delle vittime dell’eccidio del Doro, che ogni anno viene ricordato con una cerimonia al cippo dedicata ai martiri di quel tragico periodo sanguinoso sul finire della Seconda guerra mondiale. «Purtroppo non ricordo nulla di mio padre - aveva raccontato Soffritti alla Nuova - ma i miei nonni hanno tenuto viva in me la sua memoria. Quante volte siamo andati alla certosa sulla sua tomba e lì, mio nonno paterno Giancarlo, mi ha fatto crescere con gli ideali del comunismo, facendomi capire chi era mio padre. Anche mio nonno materno, Gaetano Bortolazzi, era comunista, giocavo in casa, la mia strada era segnata e mi sono iscritto al partito che avevo poco meno di 18 anni». Una sorta di predestinato ad avere ruoli importanti per il partito che dopo la caduta del muro di Berlino e la successiva svolta della Bolognina, dovette cambiare nome a e simbolo varie volte. «Ho avuto la fortuna di studiare alla facoltà di economia e commercio all’Università di Bologna con insegnanti di grande caratura e carisma, come Zangheri, Dal Pane, Fortunati, che mi hanno insegnato tante cose di politica, di economia, ispirati dai modelli marxisti e gramsciani. Nel 1970 sono andato poi in Regione come funzionario, si era appena costituita». La federazione ferrarese vede in lui un buon amministratore, prima come assessore e poi lo giudica pronto per il grande salto da sindaco. Legislatura dopo legislatura Soffritti ottiene sempre più potere, soprattutto nell’ultimo mandato, quando a differenza dei precedenti venne eletto direttamente dal popolo. Nel 1995 andò al ballottaggio con Gian Luca Fantoni, candidato di centrodestra, anche perché Dario Franceschini, con la sua lista Ferrara Democratica, gli portò via una bella fetta di elettori di centrosinistra al primo turno. Poteva esserci anche un nuovo mandato quattro anni dopo, ma la nuova classe dirigente del partito, allora il segretario era Roberto Montanari, optò per un nome nuovo. La scelta cadde sul sindacalista Gaetano Sateriale che ebbe il non facile compito di avviare l’era amministrativa post Soffritti, un’eredità nei primi mesi ingombrante che portò anche ad uno scontro all’interno del partito prima e soprattutto dopo le elezioni comunali del 1999. Uno strappo che portò poi Soffritti a passare con il Pdci.

Il cordoglio

«La scomparsa di Roberto Soffritti mi addolora profondamente. Da uomo politico qual era - quando la politica era fatta di dialogo, non di scontro continuo - sapeva mantenere i rapporti con tutti, al di sopra delle divisioni di appartenenza. Un rapporto che è rimasto intatto in questi anni di mandato, in cui abbiamo potuto confrontarci più volte sull’idea di cambiamento e sulla città. Pur appartenendo a schieramenti diversi e avendo operato in stagioni differenti, abbiamo condiviso molte idee per il rilancio del territorio: da Ferrara città della cultura e perla del patrimonio Unesco, valorizzata sotto il profilo turistico, artistico e culturale, al dialogo con le forze produttive ed economiche, fino alle politiche per una città più verde e attenta all’ambiente. È stata una grande persona e un grande politico, cui i ferraresi si sono affezionati. Porgo, a nome di tutta l’Amministrazione comunale, le più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene». Così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, appresa la notizia della scomparsa di Roberto Soffritti, che fu primo cittadino ferrarese dal 1983 al 1999.

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