Ferrara e l’ultimo saluto al Duca Rosso: «Roberto Soffritti, molto più di un sindaco»
Aula del commiato della Certosa gremita per il funerale del primo cittadino più longevo nella storia del capoluogo estense. Tante le persone che hanno ricordato il Soffritti amico, padre, nonno e politico
Ferrara Italo Cattani, amico fin dalle scuole elementari, nonché suo sarto, è quello che – all’esterno della ristretta cerchia parentale – è stato più vicino a Roberto Soffriti, soprattutto negli ultimi anni. È tra i primi ad arrivare nell’Aula del commiato della Certosa dove questa mattina si sono svolte le esequie del sindaco più longevo per durata a Ferrara. Italo lo accompagnava spesso, era quasi un fratello per Roberto. Troppo piccola la struttura per ospitare le tantissime persone che con la loro presenza hanno voluto omaggiare una indiscussa figura di spicco della storia recente di Ferrara. C’erano il prefetto Marchesiello, il sindaco Fabbri e il vice Balboni, due ex ministri ferraresi come Franceschini e Bianchi, l’ex sindaco Sateriale, l’ex rettore Conconi, gli ex segretari provinciali di matrice comunista: Sandri, Zagatti, Lodi e Montanari, oltre a una lista lunghissima e qualificata di protagonisti della vita politica, amministrativa, economica, cooperativa e sociale della città e della provincia, che si sono relazionati, confrontati e anche scontrati negli anni con Soffritti.
Padre e nonno
La cerimonia è iniziata però con il lato privato dell’ex sindaco, i discorsi del figlio Gianluca e dei giovani nipoti Giovanni e Giulia, e lo hanno messo in luce nel ruolo di padre e di nonno. «Porgo ai presenti e a quanti mi hanno scritto in questi giorni – ha esordito Gianluca – i miei ringraziamenti e quelli della mia famiglia per la vostra vicinanza. Mia mamma Aurora non sta bene e non ha potuta essere presente. Io avevo un rapporto speciale con mio papà, che chiamavo Roberto». Ha poi iniziato una lunga serie di ringraziamenti cominciando dal sindaco Alan Fabbri «per i pensieri belli e importanti, e per gli attuali amministratori comunali, il senatore Balboni e suo figlio vicesindaco, Sateriale, Montanari, Calvano, Bertelli, Zagatti, la LegaCoop, il Pd, gli amici della sua squadra quando era sindaco, Bruni e il mondo produttivo, Merighi, Genesini, fino ad arrivare ai miei amici di scuola, della squadra del Torrione, l’avvocato Anselmo e la senatrice Cucchi, anche Dragotto. Ringrazio in maniera particolare – ha chiuso il figlio – la gente che ha mostrato vicinanza a mio papà anche quando non era più sindaco e a tutto il personale sanitario che lo ha curato in questi mesi».
È seguita poi la testimonianza dei nipoti Giovanni e Giulia che si sono alternati nel parlare del Soffritti nonno. Era quello che li accompagnava al cinema e a volte si addormentava e li andava a trovare anche alla sera. Entrambi hanno detto che lo vogliono ricordare per la persona brillante che era. Una signora, amica di famiglia, ha preso poi la parola con un fuoriprogramma e ha inviato l’assembla a pregare per Roberto, pronunciando l’orazione funebre “L’eterno riposo”. Colta un po’ di sorpresa molta gente ha di buon grado risposto all’invito, offrendo anche una piccola parentesi religiosa alla cerimonia laica.
L’impegno per Ferrara
È stato poi il turno di Dario Franceschini, arrivato da Roma per porgere l’ultimo saluto a Soffritti. «Ha avuto una vita politica molto intensa – ha ricordato l’ex ministro – a cominciare dalla dolorosa storia del padre trucidato dai fascisti, Roberto è stato per tutti un maestro, un riferimento. Sono stato per molti anni all’opposizione come capogruppo della Dc, poi ho fatto l’assessore e mi sono candidato contro di lui nel 1995. In quella occasione mi chiese in ferrarese: non mi vuoi più bene? Per raggiungere un obiettivo per la città dialogava con tutti». A nome del Pd, la segretaria comunale Giada Zerbini ha espresso il grande cordoglio per la scomparsa dell’ex sindaco: «Soffritti non è stato solo un sindaco, aveva una visione che guardava lontano quando competenza e passione, proteso a portare frutti importanti per la città».
Anche l‘attuale sindaco di Ferrara ha voluto intervenire con ricordi personali per rimarcare il suo legame con Soffritti. «Nel portare le condoglianze della città – dice Fabbri – riconosco in Soffritti una grande capacità di dialogo e di impegno per Ferrara, e aveva anche un dota importante, quella dell’umorismo». Ha poi raccontato anche quando veniva a trovarlo nel suo ufficio in municipio per dialogare non solo di politica e le segretarie dicevano: “Alan, è arrivato il sindaco”. Fabbri ha concluso con: «Gli volevo bene, gli vorremo sempre bene».
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