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Ferrara, violenza di genere: riunione del Tavolo provinciale in Prefettura

Ferrara, violenza di genere: riunione del Tavolo provinciale in Prefettura

La riunione all’indomani del femminicidio del 3 giugno al Barco. Focus su prevenzione, ammonimento e “alert sociale”

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Ferrara Si è riunito oggi, giovedì 11 giugno, a palazzo Giulio d’Este, il Tavolo provinciale per il contrasto alla violenza di genere, presieduto dal prefetto Massimo Marchesiello. L’incontro è stato convocato all’indomani del femminicidio avvenuto il 3 giugno nel quartiere Barco di Ferrara, con l’obiettivo di rafforzare la rete istituzionale e territoriale di prevenzione e tutela. Erano presenti l’Assessora del Comune di Ferrara Angela Travagli, il Questore Luigi Silipo, il rappresentante dell’Arma dei Carabinieri Ten. Col. Alberto Giletti ed esponenti dell’Università di Ferrara e dell’Ufficio scolastico provinciale, delle Aziende sanitarie del territorio, delle categorie economiche, del sindacato e del volontariato.

L’incontro ha segnato l’esordio istituzionale del nuovo Questore Luigi Silipo tra le Autorità che aderiscono al Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti di donne e minori sottoscritto in Prefettura; sul tema, ha offerto un contributo di rilevante impatto, arrivando a definire la violenza sulle donne non più un’emergenza congiunturale, bensì un «fenomeno radicato», paragonabile per pervasività alla piaga della droga. Richiamando casi tragici emblematici, ha sottolineato come la morte di molte vittime fosse un evento «annunciato», preceduto da segnali che la comunità aveva sottovalutato.

Il Questore ha illustrato l’efficacia dell’ammonimento del questore, strumento che secondo le statistiche nazionali riduce del 60% la recidiva dei comportamenti aggressivi. Ha precisato che il provvedimento può essere adottato anche d’ufficio, senza querela di parte, come deterrente nei casi di violenza domestica prima che la situazione degeneri in crimini irreparabili. Ha ribadito il principio cardine: non banalizzare mai le lamentele di una donna, poiché l’ascolto attento è la base di ogni prevenzione.

L’assessora Angela Travagli ha evidenziato come Ferrara sia una città capace di fare rete in modo trasversale, indicando tra le novità più significative il coinvolgimento diretto dei pubblici esercizi e delle attività economiche e la rete capillare delle farmacie territoriali, rappresentate da Federfarma. Queste ultime sono state definite vere e proprie «sentinelle», in grado di intercettare situazioni di disagio grazie al contatto quotidiano con tutta la cittadinanza.

L’assessora ha inoltre rimarcato l’importanza dell’autonomia economica delle donne come strumento fondamentale di autodeterminazione e fuoriuscita dal ciclo della violenza, sottolineando l’impegno del Comune nel coordinare le iniziative per l’intera provincia.

Su proposta del Centro Donna Giustizia, il Tavolo ha posto come argomento di discussione l’eventuale possibilità di istituire, per le situazioni più problematiche, una sorta di «alert sociale»: un meccanismo di segnalazione automatica tra forze dell’ordine, pronto soccorso e servizi sociali, attivabile in presenza di accessi o chiamate ripetute dallo stesso nucleo familiare, anche in assenza di denuncia formale. Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno formalizzato la richiesta di adesione al Protocollo d’intesa, impegnandosi a formare i propri delegati e Rsu come «terminali sensibili» nei luoghi di lavoro. Il settore sanitario ha ricordato come Ferrara sia stata la prima realtà regionale a ideare un protocollo operativo specifico per il 118 e a istituire un master per infermieri specializzati nel contrasto alla violenza di genere.

Il prefetto Marchesiello ha chiuso i lavori rimarcando la gravità del problema e la necessità di rafforzare il più possibile la rete sociale di contrasto. «Ogni femminicidio è una sconfitta collettiva che ci obbliga a fare di più e meglio», ha dichiarato. «Le istituzioni sono compatte nel ritenere che la prevenzione e la protezione delle donne a rischio non siano obiettivi auspicabili, ma doveri inderogabili. Il Tavolo provinciale è lo strumento attraverso cui questa determinazione si traduce in azioni concrete, misurabili, capaci di incidere davvero sulla realtà del territorio».

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