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Unife attrae a Ferrara studenti da tutta Italia. Bene tempi di laurea e occupazione

Daniele Oppo
Unife attrae a Ferrara studenti da tutta Italia. Bene tempi di laurea e occupazione

Oltre il 60% dei laureati viene da fuori regione, gradimento elevato

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Ferrara Un ateneo solido, che attrae moltissimi studenti da fuori regione e che ha un buon impatto dal punto di vista occupazionale. È la fotografia dell’Università di Ferrara che emerge dall’ultimo report Almalaurea sulle università italiane, elaborato con i dati del 2025.

Unife si conferma tra gli atenei più attrattivi con il 60,7% dei laureati provenienti da fuori regione, una quota più che doppia rispetto alla media nazionale del 23,9%. Il 70,6% conclude gli studi in corso contro il 60,4% italiano e oltre il 90% di studenti si dicono soddisfatti dell’esperienza universitaria. Anche sul piano occupazionale i dati sono solidi: a un anno dalla laurea il tasso di occupazione dei magistrali si attesta attorno all’82,5%, leggermente superiore all’81,5% nazionale, e cresce fino al 94,8% a cinque anni, sostanzialmente allo stesso livello del 94,4% italiano. Le retribuzioni risultano leggermente più alte della media, con circa 1.508 euro netti mensili per i laureati magistrali contro i 1.488 nazionali.

Ferrara presenta una mobilità in ingresso molto elevata, con oltre sei laureati su dieci provenienti da altre regioni. Sul piano sociale, invece, la composizione è sostanzialmente in linea con il resto del sistema universitario, con una quota di laureati senza genitori laureati pari al 66,5%, molto vicina al dato nazionale. Guardando alla riuscita negli studi, l’ateneo registra performance superiori alla media: il 70,6% dei laureati è in corso, contro il 60,4% nazionale, e il ritardo medio alla laurea è più contenuto. Anche l’età media alla laurea risulta più bassa. Meno favorevole invece il dato sul voto medio, pari a 101,3 su 110, leggermente inferiore alla media nazionale di 102,8.

Le condizioni di studio mostrano uno dei principali punti di forza dell’ateneo ferrarese, rappresentato dalla diffusione dei tirocini: il 79,3% dei laureati ha svolto attività riconosciute dal corso di studi, contro una media nazionale del 60,9%. La dimensione internazionale è invece più debole, con solo il 5,7% degli studenti coinvolto in esperienze di studio all’estero, circa la metà rispetto al dato medio italiano. Il lavoro durante gli studi è diffuso e in linea con il resto del Paese.

I giudizi sull’esperienza universitaria confermano livelli di soddisfazione elevati ma sostanzialmente allineati al contesto nazionale. Più significativo il dato sulla scelta retrospettiva: il 67,9% rifarebbe lo stesso corso nello stesso ateneo, mentre a livello nazionale la quota è più alta, segnalando una maggiore propensione altrove a confermare la scelta compiuta. Sul fronte delle prospettive post-laurea, Ferrara è in linea con il sistema: oltre il 70% dei laureati intende proseguire gli studi.

Gli esiti occupazionali evidenziano risultati complessivamente positivi ma con differenze limitate rispetto alla media. A un anno dalla laurea il tasso di occupazione dei magistrali è leggermente superiore alla media nazionale, mentre a cinque anni le differenze si annullano. Anche le retribuzioni risultano un po’ più alte, ma il margine resta contenuto. Il tempo indeterminato riguarda poco più di un quarto dei contratti e il part-time è leggermente più diffuso rispetto alla media.

«I dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 – osserva la rettrice di Unife, Laura Ramaciotti – confermano la capacità dell’Università di Ferrara di offrire un’esperienza formativa di qualità, inclusiva e orientata allo sviluppo di competenze professionali che consentono alle nostre laureate e ai nostri laureati di affrontare con successo le sfide del mondo del lavoro. I dati occupazionali testimoniano l’efficacia di questo percorso: a cinque anni dal conseguimento del titolo risulta occupato il 94,8% dei laureati magistrali biennali, un valore superiore alla media nazionale». Infine, Ramaciotti sottolinea il livello di soddisfazione: «Il 90% valuta positivamente l’esperienza universitaria nel suo complesso e il 67,9% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso di studi nel nostro Ateneo».


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