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Conto alla rovescia

Ferrara, Nicola Lodi scalda i motori: il ritorno in Giunta è più vicino

Francesco Gazzuola
Ferrara, Nicola Lodi scalda i motori: il ritorno in Giunta è più vicino

Legge Severino verso la scadenza e aumenta il pressing per la riammissione tra Sicurezza e Frazioni

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Ferrara Correva il 17 febbraio 2025. Quel giorno Nicola Lodi rassegnò le dimissioni da assessore del Comune di Ferrara. Una lunga lettera in allegato, due mesi dopo la condanna per induzione indebita nella vicenda Cidas. Scattarono i termini interdittivi della legge Severino, con 18 mesi di sospensione dalla carica. «Il mio impegno politico non finisce qui e non finisce così», disse. Quasi cinquecentocinquanta giorni più tardi, Naomo sta tornando e la sua riammissione in giunta è più vicina.

Nel frattempo in questi mesi è rimasto lì, dove nasce il lavoro di un amministratore – e da dove troppi si dimenticano di arrivare –: sul territorio. Problemi di salute compresi, e quel malore, un ictus, che a metà gennaio 2025 lo costrinse al ricovero in ospedale. Poi il territorio, appunto. Un passo indietro, ma una presenza mai passata inosservata. Dall’inaugurazione dell’ex bocciofila a San Bartolomeo in Bosco: c’erano il sindaco Fabbri, le assessori Coletti e Savini. Poi lui. Non a caso nelle frazioni, campo di battaglia dove si è speso per far risuonare la voce della Lega. Era il maggio del 2025. Fino agli ultimi appuntamenti. La festa della Polizia locale nel giorno di San Sebastiano, 20 gennaio di quest’anno. Lodi è in seconda fila al Comunale. Sul palco osserva chi parla con la fascia tricolore al suo posto, chi ha preso quella delega alla Sicurezza che assomiglia più ad una giacca su misura, dove taglia e numero sono rimasti i suoi. Perché Ferrara l’ha visto allontanarsi, ma con la convinzione che prima o poi sarebbe tornato al proprio posto, processi o meno: questo la città ha continuato a percepire. L’ultima apparizione in piazza Ariostea, dentro l’anello ma in silenzio. Al Palio, per il quale in passato ha pure sfilato in abiti rinascimentali. Quei panni che vuole tornare a rivestire il prima possibile, e non parliamo di farsetto e calzebrache. E non è un caso che sarebbero queste tre le deleghe su cui tornerebbe a concentrarsi.

Negli ultimi giorni Nicola Lodi ha fatto partire il conto alla rovescia per il ritorno – possibile con la fine della Severino – anche sui profili social. Un’eventuale nuova sospensione per la condanna in appello non lo preoccupa e ieri, lunedì 15 giugno, ha postato una foto con una tuta spaziale per la «missione speciale». A quella, oggi, mancano quattro giorni. Da sabato, 20 giugno, potrà essere riammesso in giunta come assessore. Con ogni probabilità non succederà in quel momento esatto – potrebbero passare un paio di settimane –, ma se c’è una convinzione che accompagna Naomo è di un posto in squadra che spetta alla Lega. Finora la scrivania l’ha tenuta al caldo Stefano Vita Finzi, che sì l’ha sostituito, ma come civico. E con il rientro di Lodi le porte del Municipio sembra proprio che diventeranno girevoli per l’ex presidente dell’Aeroclub, il quale resterà comunque a disposizione, proprio come hanno sempre ripetuto i fedelissimi candidati nella lista civica del sindaco. Come Silvia Fabbri (record di preferenze tra le donne alle comunali del 2024) e le consigliere Valentina Ionita ed Eleonora Costa, per quella carica che resta vacante dopo le dimissioni di Francesca Savini. Giusto per ricostituire il numero originario di assessori nominati per il Fabbri bis. Una decisione del sindaco, che con Lodi scalpitante dovrà tornare sul tema giunta. Questione che aveva preso un po’ di polvere dopo il mezzo scandalo dell’ultimo Consiglio, con la condanna del figlio di Anselmo riesumata da Fabbri. Ma l’ora del silenzio è finita.

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