Renazzo, carabiniera morta in strada: il racconto dei testimoni
Via l’istruttoria del processo per l’omicidio stradale di Emily Vegliante: «L’altra auto invase la corsia, lei non aveva la cintura allacciata»
Cento «Ho visto la Peugeot "deragliare" nella corsia opposta, mentre sopraggiungeva la Punto. Poi c’è stato lo scontro». È iniziata ieri mattina con le prime testimonianze l’istruttoria del processo per la morte di Emily Vegliante, la carabiniera di 22 anni deceduta in un terribile incidente stradale avvenuto l’11 maggio 2023 sulla via Modena, all’altezza di Renazzo.Imputato è il conducente della Peugeot 2008, un uomo di 52 anni accusato di aver invaso la corsia opposta, sulla quale viaggiava la Fiat Punto con a bordo Vegliante e un suo collega. La giovane morì poco dopo lo scontro, mentre il collega riportò gravi lesioni e dovette affrontare molti mesi di ricovero e riabilitazione.Tra i testimoni, un meccanico che in quei momenti si trovava sulla via Modena alla guida di un’automobile che doveva controllare e che procedeva proprio dietro alla Peugeot 2008.
Si tratta di un testimone diretto dell’incidente e per questo il suo racconto è stato particolarmente importante. L’uomo ha riferito di aver visto la Peugeot urtare la Punto, sollevarsi da terra e ribaltarsi, per poi finire in un campo a bordo strada. Il conducente ne uscì sostanzialmente illeso. Ben più gravi, invece, furono le conseguenze per gli occupanti dell’altra vettura, con Vegliante ad avere la peggio.Il testimone ha inoltre riferito un dettaglio ritenuto rilevante ai fini del processo e della valutazione delle responsabilità, sostenendo di aver notato che né la carabiniera né il collega indossavano la cintura di sicurezza.Tra i testimoni, oltre agli agenti della Polizia locale che eseguirono i rilievi, anche lo stesso collega di Vegliante. L’uomo ha spiegato che stava riaccompagnando la giovane a San Giovanni in Persiceto, dove lei prestava servizio, dopo che avevano pranzato insieme al McDonald’s di San Matteo della Decima, località nella quale prestava servizio lui.
Si trovavano insieme, ha spiegato, perché poco prima avevano svolto un servizio di controllo in borghese in un boschetto dove era stata segnalata un’attività di spaccio di stupefacenti. Il militare ha raccontato di aver visto la Peugeot arrivargli contro poco dopo aver affrontato una curva e di aver tentato di frenare e sterzare verso sinistra per evitare l’impatto. Da quel momento ricorda soltanto di essersi risvegliato in ospedale. Nessun ricordo, invece, riguardo alla questione delle cinture di sicurezza. Per le lesioni riportate dal collega della giovane carabiniera, il conducente della Peugeot - assistito dall’avvocata Beatrice Capri - era stato indagato, ma il procedimento è stato successivamente definito con l’estinzione del reato a seguito di un risarcimento.
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