Una nuova Fondazione per Ferrara: «Il futuro riparte dalla comunità»
Nata dalla fusione di quattro storiche realtà: Gulinelli, Magnoni-Trotti, Niccolini e Pianori
Ferrara In città nasce la nuova Fondazione della Comunità di Ferrara e provincia. Un nuovo soggetto che raccoglie l’eredità della Fondazione Estense e si propone come obiettivo primario quello di sostenere la comunità e promuoverne lo sviluppo socio-culturale ed economico. «Dopo 15 anni la comunità ferrarese torna a beneficiare di un sostegno strutturato – ha sottolineato l’assessore Marco Gulinelli –. Di fronte alla crisi si è scelto di non guardare al passato con nostalgia, ma di costruire il futuro con profonda responsabilità civile». La nuova Fondazione è nata a marzo 2025 attraverso la fusione per aggregazione di quattro realtà preesistenti legate a lasciti testamentari: Gulinelli, Magnoni-Trotti, Niccolini e Pianori. A giugno dello stesso anno ha ottenuto la qualifica di Ente del Terzo Settore, con l’obiettivo di perseguire finalità civiche e di utilità sociale.
Alle spalle, però, c’è una storia complessa. Il presidente Riccardo Maiarelli, ha ricordato il lungo percorso che ha portato alla crisi della Fondazione Estense dopo la liquidazione coatta amministrativa della Carife: «Quell’evento drammatico, ha comportato un progressivo depauperamento del patrimonio dell’ente, riducendo quasi al silenzio per lungo tempo la nostra capacità erogativa». La Fondazione Estense, negli anni precedenti, aveva sostenuto la propria banca conferitaria con importanti impegni finanziari, fino agli sviluppi che portarono nel 2015 al decreto “salvabanche” e alla liquidazione della Cassa di Risparmio. Nonostante le difficoltà, l’ente ha scelto di mantenere un ruolo attivo. «Abbiamo azzerato i compensi degli organi sociali, ottimizzato le risorse e dato vita al progetto Spazio Crema, trasformando la sede storica in un centro culturale aperto alla città».
Decisivo è stato il sostegno del sistema delle fondazioni. Maiarelli ha ricordato il contributo di Acri nazionale e della Consulta regionale, che dal 2019 hanno consentito di sostenere i costi di struttura e mantenere attiva l’azione benefica sul territorio. «La comunità – ha sottolineato il presidente nazionale Acri, Giovanni Azzone – affida le proprie risorse a un soggetto che deve essere fortemente credibile; la credibilità è il nostro capitale più grande».
Il passaggio fondamentale è arrivato con il percorso di fusione con la Fondazione di Modena. Il presidente Matteo Tiezzi, ha sottolineato come l’unione tra tecnica finanziaria e missione sociale generi il vero bene comune: «La Fondazione di Modena ha voluto fortemente azzerare qualsiasi interferenza di governance per preservare la totale autonomia e l’identità culturale della Fondazione di comunità di Ferrara. Le comunità sono forti quando si identificano in un modello che rimane di loro proprietà».
Una parte centrale dell’operazione ha riguardato il patrimonio artistico. L’accordo ha permesso di mantenere in città le opere raccolte negli anni dalla Fondazione Estense. La Quadreria Storica, composta da 109 opere per un valore superiore ai 6,7 milioni di euro, è stata donata alle Gallerie Estensi, oggi Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Complessivamente le donazioni del patrimonio artistico hanno superato i 9 milioni di euro, coinvolgendo anche il Comune di Ferrara, il Teatro Comunale e il Capitolo della Cattedrale. «La leva fiscale – ha ribadito Vincenzo Meola, dirigente Vigilanza Fondazioni di origine bancaria Mef – introdotta con la Legge di Bilancio 2023 ha offerto lo strumento perfetto per sbloccare la situazione di stallo, incentivando la solidarietà di sistema tra fondazioni». La nuova Fondazione potrà contare su un patrimonio di dotazione superiore ai 10 milioni di euro e sull’accordo strategico con la Fondazione di Modena, che prevede 14 milioni di euro complessivi nel triennio 2025-2027 a beneficio esclusivo della provincia ferrarese.
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