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Comparto difesa “all’attacco” anche a Ferrara. Presidio in Prefettura per stipendi e organici

Antonio J.Palermo
Comparto difesa “all’attacco” anche a Ferrara. Presidio in Prefettura per stipendi e organici

Polizia, Esercito e Aeronautica uniti in protesta per il rinnovo di contratto, la tutela previdenziale e la carenza di organico, quest’ultima definita dai sindacati “drammatica”

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Ferrara Anche Ferrara ha aderito alla giornata nazionale di mobilitazione del comparto sicurezza e difesa. Questa mattina davanti alla Prefettura un presidio con volantinaggio ha portato in strada le rappresentanze di Silp Cgil (Polizia di Stato), Siam (Aeronautica Militare) e Lrm (Esercito Italiano), in contemporanea con le iniziative davanti alle prefetture d’Italia.

Al centro della protesta il rinnovo del contratto 2025-2027, scaduto dal 2024, e la tutela previdenziale. Le sigle denunciano un «contratto beffa»: a fronte di un’inflazione reale superiore al 17%, gli aumenti stanziati resterebbero sotto il 6%, con una perdita stimata attorno ai 300 euro al mese in busta paga e un potere d’acquisto già eroso di oltre il 10%. «Chiediamo più attenzione per il nostro lavoro e per la sicurezza dei lavoratori della Polizia – spiega Massimiliano Caputo Rosa, segretario generale del Silp Cgil di Ferrara –. Con il vecchio rinnovo abbiamo perso più del 10% del potere d’acquisto, e oggi rischiamo l’identica cosa». Sul fronte previdenziale l’allarme riguarda i più giovani: «Senza una previdenza complementare, chi lavora oggi in Polizia sarà il povero di domani».

È però la carenza di organico a rendere la situazione ferrarese, per i sindacati, «drammatica». «Tra questura, stradale, postale e ferroviaria siamo intorno al 30% di personale in meno – denuncia Caputo Rosa – . Non è possibile che sul territorio ci sia una sola volante per turno: due operatori dovrebbero essere almeno quattro. Si lavora di continuo in straordinario per garantire la sicurezza dei cittadini e la nostra». A pesare anche la questione alloggi, aggravata dalla pressione del mercato universitario sugli affitti: «Non abbiamo alloggi di servizio e ne attendiamo ancora la restituzione. Questo scoraggia chi, uscito dal corso, potrebbe scegliere Ferrara». Da qui l’appello in vista delle assegnazioni di agosto: «Il Ministero non metta da parte Ferrara».

A dare respiro confederale alla protesta la Cgil di Ferrara, che rivendica la continuità della vertenza: «L’anno scorso, nello stesso periodo, eravamo qui a chiedere le stesse cose. Non sono state risolte perché il governo mette la testa sotto la sabbia». Il nodo, spiegano, è il mancato turnover: «Si annunciano nuove forze, ma le uscite sono il doppio. Quando arrivano 10 agenti, ne sostituiscono 16. Non è una polemica, è un dato di fatto», un fenomeno che si ripete da anni.

Una battaglia che la confederazione equipara a quella di ogni lavoratore di fabbrica: diritti, contratti e un reddito capace di reggere un caro vita che lo Stato non sta tenendo a bada. Anche un rappresentante del Siam, il sindacato dell’Aeronautica Militare di Ferrara, conferma il fronte comune: stesse rivendicazioni su contratto e tutele previdenziali, con un personale sempre più segnato dai pensionamenti e da una previdenza dedicata giudicata insufficiente. La rotta, è il messaggio unitario della piazza, «va invertita». 

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