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Comacchio, bilancioni abbandonati: «Degrado inconcepibile nel cuore del Parco»

Katia Romagnoli
Comacchio, bilancioni abbandonati: «Degrado inconcepibile nel cuore del Parco»

La denuncia: «Decine di manufatti ammalorati e ancora abbandonati in acqua». E se ne discuterà già nella prima seduta del rinnovato Consiglio comunale lagunare

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Comacchio Riflettori puntati su diversi bilancioni in evidente stato di abbandono e di degrado, che costeggiano gli argini di Valle Molino. Dopo il caso del capanno da pesca affondato con la sua copertura in eternit, finita nell’acqua del canale navigabile, Manrico Mezzogori, attivista ed ambientalista storico, ex presidente della Consulta popolare per il San Camillo torna alla carica, cercando nuovamente di sensibilizzare l’opinione pubblica. Nei giorni scorsi una piattaforma galleggiante, munita di gru, ha dato avvio ai lavori di bonifica, disposti dal Comune con intervento cosiddetto di somma urgenza, dell’importo pari a 174.900 euro, approvato dal consiglio comunale (con il voto della sola maggioranza), il 30 aprile scorso.

La delibera rivestiva i crismi del debito fuori bilancio, trattandosi di uno stanziamento precedentemente non ascritto nei capitoli del bilancio comunale. Ma l’occhio attento di Mezzogori ha consentito di far emergere altri casi analoghi, passati inosservati, perché probabilmente lontani da strade o zone frequentate e che tuttora interessano il delicato ecosistema naturale di Valle Molino. Parlando di «cloache a cielo aperto nel cosiddetto Parco del Delta del Po», Mezzogori si interroga sull’incuria e sull’indifferenza nella quale, da decenni, versano diversi bilancioni, trasformatisi in scheletri di pali in ferro e, anch’essi, dotati di coperture in eternit, ormai prossime al crollo. «Ve ne sono a iosa di questi scheletri – lamenta Mezzogori -, a Valle Molino, che fa parte del Demanio comunale. Un tempo la valle veniva concessa in godimento ai poveri, per la pesca con le mani. Oggi si presenta come uno spettacolo indecoroso». Parlano da sole le immagini di alcuni capanni da pesca, retaggio di antiche tradizioni lagunari, ai quali il Piano particolareggiato, approvato nel 2015, aveva cercato di riconferire piena dignità storico-identitaria, in un’ottica di rilancio turistico ambientale. Tra i luoghi dell’abbandono, è indubitabile, che si possano annoverare anche gli scheletri in legno, in ferro e addirittura in muratura di decine di vecchi bilancioni, distribuiti pure lungo i canali adduttori. Nella sua analisi Mezzogori non risparmia critiche e contestazioni attorno a scelte amministrative più o meno recenti, ritenendo addirittura il recente intervento di bonifica sul canale navigabile non di somma urgenza. Quello «non era un costo di competenza comunale. In quanto all’urgenza – osserva l’ambientalista comacchiese -, per ben 2 anni è stato documentato alle autorità amministrative locali il probabile crollo del manufatto. C’era tutto il tempo (e non l’urgenza) di alzare la cornetta del telefono e chiamare la Regione Emilia Romagna, per far presente la grave situazione».

Attorno alla vicenda si erano espressi anche Michele Farinelli, segretario locale del Pd e l’ex sindaco Pierluigi Negri. Replicando agli interrogativi posti dal primo, il secondo aveva poi specificato che l’amministrazione comunale, prescindendo dall’imminenza delle consultazioni elettorali per l’elezione del nuovo sindaco, avesse agito nel pieno rispetto delle norme vigenti. Trattandosi, al pari di molti altri, compresi quelli attualmente in stato di abbandono a Valle Molino, di manufatti privi di soggetti concessionari o di aventi titolo, il Comune era intervenuto a tutela del superiore interesse pubblico. Raggiunto un accordo tra il settore tecnico comunale e l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e di Protezione Civile, era stato raggiunto un accordo, «per procedere congiuntamente – aveva dichiarato Negri -, quanto prima possibile, alla rimozione del manufatto, alla messa a terra dei materiali crollati e al successivo smaltimento, in impianto autorizzato, nel rispetto delle norme ambientali e di sicurezza». Come prevedibile, il tema sarà tra le priorità all’attenzione del consiglio comunale uscito dalle recenti elezioni amministrative, che si insedierà il 26 giugno prossimo. 

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