Montaditos saluta Ferrara, il gestore: «Avventura splendida, grazie a tutti»
Il locale di via Scienze chiude dopo dieci anni. Per i giovani era un punto di riferimento
Ferrara Si chiude una pagina importante nella ristorazione ferrarese. Dopo dieci anni di attività, infatti, 100 Montaditos lascia i locali di via Scienze dopo aver deliziato soprattutto tanti giovani con i suoi panini di ispirazione spagnola. Prima del definitivo “boom” legato ai locali di somministrazione di cibo e bevande in città, il “Monta” è stato tra quelli in grado di portare una piacevole novità in pieno centro storico abbinando qualità della materia prima a prezzi ragionevoli soprattutto nei confronti di studenti universitari e non solo.
A raccontare questa bella avventura è lo storico gestore del franchising Simone Pastore: «La nostra esperienza iniziò a dicembre 2015, purtroppo però il franchising spagnolo ha deciso di uscire dall’Italia ed abbiamo dovuto chiudere l’attività».
Pastore, bolognese conosciuto ed apprezzato a Ferrara per via dei suoi trascorsi calcistici passati e presenti (vedi Giacomense e Sant’Agostino), conserva tanti bei ricordi di quest’esperienza: «Eravamo diventati un punto di riferimento per tantissimi giovani ma anche per famiglie e persone più adulte. La fine è stata inaspettata ma è purtroppo accaduta. I bei ricordi sono davvero tantissimi, ringrazio innanzitutto la città di Ferrara per averci apprezzato durante tutti questi anni. Inoltre anche con le attività commerciali vicine avevamo legato moltissimo: dai ragazzi dell’Este Bar fino alla Cartoleria Mantovani siamo sempre stati tutti uniti e collaborativi nonostante ci facessimo “concorrenza”. Inoltre un “grazie” va a tutti i clienti. Molti di loro mi stanno scrivendo ancora oggi chiedendomi cosa sia accaduto ed esprimendo il loro dispiacere. Aver lasciato questo ricordo è per me motivo di grande soddisfazione».
In questi anni il commercio del centro storico è cambiato tanto: «Credo – prosegue Pastore – che nel bene e nel male la città abbia subito diversi cambiamenti. Ferrara è bellissima, ma piccola e l’esplosione che ha avuto il numero delle attività di ristorazione ha dovuto fare i conti con i numeri limitati della clientela. Tutti hanno inevitabilmente accusato un calo operativo, che va comunque messo un po’ in conto visti anche gli ultimi cambiamenti nella società. D’altro canto noi abbiamo sempre avuto clienti molti affezionati ed è stato bellissimo vederli arrivare nel nostro locale da ragazzi universitari, per poi crescere e magari tornare da lavoratori con la loro famiglia. Per loro eravamo sempre il “Monta”».
Un’ altra interessante considerazione riguarda proprio la frequentazione dei locali: «Per tanti anni un nostro punto forte era la possibilità di trasmettere le partite di calcio dai nostri schermi all’interno del locale. Soprattutto dopo il Covid, però anche quest’abitudine è cambiata. Confrontandomi giornalmente con i giovani calciatori che alleno a Sant’Agostino ho notato come anche da questo punto di vista ci sia stata una piccola rivoluzione. Prima era normale trovarsi con gli amici nei pub o ristoranti per vedersi assieme una partita. Adesso con gli smartphone e la grande offerta di contenuti reperibili online, l’accesso a questi è diventato capillare e si è persa questa abitudine del ritrovarsi. Sempre in ambito calcistico, anche il decadimento della Spal ha avuto un impatto negativo. Negli anni della serie A ricordo il locale pieno di tifosi con maglie e sciarpe, anche di squadre avversarie».
Pastore conclude: «Mi sono davvero affezionato a Ferrara e forse, detto da un bolognese, vuol dire qualcosa in più. Ci tengo molto anche a ringraziare tutta la famiglia Carlini, in particolare Paolo, i quali sono i proprietari dei “muri” del ristorante. Sono persone assolutamente squisite che mi hanno aiutato tantissimo soprattutto durante gli anni della pandemia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google