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Ferrara, violenza al parcheggio Diamanti: i giovani imputati patteggiano

Daniele Oppo
Ferrara, violenza al parcheggio Diamanti: i giovani imputati patteggiano

Pene da due anni a un anno e mezzo per l’aggressione della vigilia di Natale

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Ferrara Si chiude con tre patteggiamenti il procedimento nato dalla tentata rapina con accoltellamento avvenuta la vigilia di Natale del 2025 nel parcheggio Diamanti di via Arianuova. Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Marco Peraro ha accolto l’accordo raggiunto tra difese e Procura, pronunciando sentenza nei confronti dei tre giovani imputati.

Le pene concordate prevedono due anni di reclusione per il più giovane dei tre (assistito dall’avvocata Letizia Solazzi), al quale erano contestati i fatti più gravi, e un anno e sei mesi per ciascuno degli altri due imputati, difesi rispettivamente dagli avvocati Gianluca Filippone, Gianluca Bonazza e da Riccardo Caniato e Filippo Maggi. Per tutti è stata concessa la sospensione condizionale della pena.

Si è così conclusa la vicenda processuale che, nell’udienza precedente, era stata rinviata proprio dal giudice Peraro per valutare la richiesta della parte offesa di subordinare il beneficio della sospensione condizionale al risarcimento del danno.

I fatti risalgono alla sera del 24 dicembre 2025, quando nel parcheggio si verificò uno scontro tra gruppi di giovani. Secondo la ricostruzione dell’accusa, tre ragazzi – oggi di 18, 19 e 20 anni – avvicinarono tre uomini di 28, 26 e 25 anni mentre questi stavano raggiungendo le proprie auto, minacciandoli con un coltello a farfalla e intimando loro di consegnare denaro e oggetti di valore. L’episodio degenerò rapidamente. Il più giovane degli imputati colpì una delle vittime con una coltellata alla schiena, provocandole lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. La rapina non arrivò però a compimento grazie alla reazione dei tre uomini, che riuscirono a rifugiarsi nelle vetture e a resistere mentre gli aggressori tentavano di aprire le portiere.

L’intervento dei carabinieri fu pressoché immediato. Dopo l’allarme, i militari intercettarono poco dopo l’auto sulla quale viaggiavano i tre sospettati, rinvenendo il coltello utilizzato nell’aggressione, ancora sporco di sangue, oltre a alcune dosi di hashish.

Agli imputati venivano contestati, in concorso, i reati di tentata rapina aggravata dall’uso dell’arma e dalla partecipazione di più persone, oltre alle lesioni personali. Al più giovane era contestato anche il porto illegale del coltello.
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