Ferrara, altro esposto su piazza Ariostea. Nel mirino la telefonata di Fabbri
Ancora una segnalazione sull’allestimento del palco del Summer partito il 2 giugno. Nella relazione degli agenti della Polizia locale spunta l’intervento del sindaco
Ferrara C’è un intervento diretto del sindaco Alan Fabbri nel controllo della Polizia locale del 2 giugno sugli allestimenti del Ferrara Summer Festival in piazza Ariostea. Lo mette nero su bianco la relazione di servizio degli agenti, finita ora al centro di una nuova integrazione all’esposto presentato dai residenti in Procura, tramite l’avvocata Alessandra Palma e sul tavolo della pm Silvia Clinca.
Il rapporto ricostruisce quanto accaduto quel pomeriggio. Gli operatori della Polizia locale vengono inviati in piazza Ariostea alle 16.58 e arrivano sul posto alle 17.08 per verificare l’occupazione di suolo pubblico relativa all’assemblaggio delle strutture. Al loro arrivo trovano diverse maestranze al lavoro e annotano che, nel corso del controllo, le attività cessano. Secondo quanto si legge nella relazione, il presidente dell’associazione musicale Butterfly, Fabio Marzola, esibisce la richiesta di occupazione di suolo pubblico inoltrata al Comune e altra documentazione, ma non la concessione rilasciata dall’ente. Gli ispettori verbalizzano che «non veniva però esibita la concessione di occupazione di suolo pubblico rilasciata dal Comune di Ferrara», precisando che la semplice istanza non costituiva «atto equipollente». Marzola, sempre secondo il rapporto, afferma con certezza che l’autorizzazione esiste e sostiene che il documento si trovi al Parco Urbano, dove in quel momento è in corso l’allestimento legato al concerto di Vasco Rossi. Aggiunge inoltre che avrebbe provveduto a farlo arrivare in tempi brevi, spiegando il ritardo con il maltempo e con la contiguità di giornate festive che avrebbero rallentato le comunicazioni tra gli uffici comunali. Nel corso degli accertamenti si registra poi il passaggio più delicato dell’intera vicenda. Gli agenti scrivono che Marzola riceve una telefonata dal sindaco Alan Fabbri, il quale chiede di parlare direttamente con loro. La relazione riferisce che il primo cittadino conferma l’esistenza dell’autorizzazione e assicura che il documento sarebbe arrivato «in tempi ragionevoli». La concessione arriva effettivamente più tardi. Gli agenti annotano che alle 19.40, mentre sono ancora in corso gli accertamenti, sulla casella istituzionale di uno di essi perviene via e-mail la concessione n. 76/2026, protocollo generale 0110575 del 2 giugno 2026. Il documento viene trasmesso dopo interlocuzioni telefoniche con la responsabile dell’Unità operativa Commercio del Comune, Ludovica Baraldi, e per il tramite di un addetto dell’associazione Butterfly.
Dalla stessa concessione, come rilevano gli agenti, risulta la decorrenza dell’assemblaggio a partire proprio dal 2 giugno. Nello stesso tempo, però, la relazione sottolinea che quel titolo avrebbe dovuto essere tenuto sul posto ed esibito immediatamente su richiesta degli accertatori. Per questo motivo viene contestata d’ufficio una violazione dell’articolo 27 del Codice della strada, senza applicazione della sanzione accessoria della sospensione dell’attività, dal momento che la documentazione viene prodotta entro la conclusione del controllo, terminato alle 19.55.
A questo elemento si somma la questione dei metadati della concessione già richiamata dai residenti nelle iniziative giudiziarie avviate nelle scorse settimane: secondo quanto emerso, la firma digitale del provvedimento risulta apposta alle 18.58 del 2 giugno, cioè dopo l’avvio dei lavori e mentre la Polizia locale si trova ancora in piazza. Nel ricorso già pendente davanti al Tar per la stessa vicenda, questa circostanza viene letta dai residenti come una possibile «sanatoria postuma» dell’occupazione anticipata della piazza.
© RIPRODUZIONE RISERV
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google