Cento, addio alla scuola Giordani: pochi iscritti e il nido chiude
La presidente Malagodi: «Sempre meno bimbi per il calo delle nascite». A marzo sono arrivate solo quattro domande. Oggi, giovedì 25, il ritrovo per i saluti
Cento I costi e la demografia alla fine hanno avuto la meglio su una tradizione lunga più di un secolo e mezzo, che ha saputo offrire a generazioni di bambini una proposta pedagogica ricca, attività all’aperto, grandi spazi luminosi e quel motore in più che è l’apprendimento della musica. Tra pochi giorni, il 30 giugno, la scuola d’infanzia “Asilo infantile ing. Antonio Giordani” chiuderà definitivamente i battenti.
L’ufficialità è contenuta in una determinazione del Comune di Cento con cui si revoca l’autorizzazione all’omonima associazione - che era stata rinnovata fino al marzo 2030 - per funzionamento della struttura. Ed è con rammarico che la stessa amministrazione comunale prende atto della perdita di un gioiellino che per tanti anni ha garantito un servizio prezioso per il territorio. Oggi pomeriggio, giovedì 25 giugno, nella scuola di via Cremonino, l’associazione ha organizzato un ritrovo per salutare i cittadini e le famiglie, una resa dolorosa ma ormai inevitabile, come spiega Marina Malagodi, dal 2015 presidente dell’Associazione Asilo infantile ing. Antonio Giordani e componente del consiglio dal 2009: «Per l’anno scolastico 2026-2027 abbiamo ricevuto soltanto quattro iscrizioni, ma già da alcuni anni registravamo un calo del numero dei bambini dovuto all’andamento demografico. Fino al 2019 avevamo in media oltre 120 iscritti, quest’anno erano rimasti in 50 e a marzo sono arrivate solo quattro domande: la decisione di fermarci è stata inevitabile».
Un altro fattore che ha pesato in modo determinante è stata la pandemia Covid, che ha comportato un aggravio di costi dovuto alla necessità di avere un numero di docenti sufficiente a far funzionare la divisione in bolle. In aggiunta, sottolinea la presidente «la nostra scuola, seppure privata, non è a scopo di lucro e abbiamo sempre mantenuto le rette basse. Quando, per l’esigenza di reperire maggiori risorse economiche per coprire i maggiori costi, siamo stati costretti ad alzarle, questo ha avuto ripercussioni sulle famiglie, a loro volta in difficoltà, e noi ci siamo trovati in una situazione problematica».
È dal 1872 che la scuola d’infanzia centese - nata alla comune visione del Cavalier Giuseppe Borselli e dell’ingegner Antonio Giordani - ha aperto le porte ai più piccoli. L’obiettivo era quello di accogliere i “bambini di strada” che non avevano custodia mentre i genitori erano a lavorare in campagna o in bottega. E, fin da allora, oltre al cibo e all’igiene, c’era la volontà di offrire qualcosa in più, come la ginnastica e la musica: e da qui la nascita del Piccolo Teatro Borselli. Un’impostazione ereditata dalle successive gestioni fino alla recente apertura di una sezione musicale: «Io e il consiglio – ribadisce Malagodi - abbiamo sempre creduto nella capacità pedagogica della musica, affidandoci alla rete nazionale Siimus». Tanti sogni e progetti che si sono scontrati con difficoltà sempre più incombenti, aggravate anche dalla scomparsa di un benefattore che - mantenendo l’anonimato - aveva sempre sostenuto l’asilo con generose donazioni.
La musica, però, non si spegnerà. Già tre anni fa, a fronte del calo di iscrizioni, il primo piano della struttura era stato affittato alla scuola musicale “Fra Le Quinte”, si punta ora a trovare un “inquilino” anche per il piano terra, mentre l’associazione continuerà a gestire il Piccolo Teatro Borselli.
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