Ferrara, incombe lo spettro siccità: il Po in emergenza e il termometro sale ancora
Mercoledì 23 giugno si è tenuto il vertice del comparto agricolo nella sede del Consorzio di Bonifica Pianura. I numeri ricordano la terribile annata del 2022
Ferrara È tempo di decisioni per il comparto agricolo ferrarese. Il caldo incalza e le coltivazioni sempre più assetate richiedono un enorme sforzo al Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara che deve fare anche i conti con la sua principale fonte, il Po, che si assottiglia sempre di più. Ieri mattina l’agricoltura ferrarese si è riunita proprio nella sede del Consorzio per cercare di fare il punto della situazione e valutare eventuali provvedimenti.
Il principio di siccità che sta interessando il territorio ha portato l’ente a dichiarare lo stato di emergenza per una situazione di criticità che “sta diventando del tutto simile a quella del 2022”. I dati rilevati nella giornata di ieri confermano che il Ferrarese è sempre più vicino a dover affrontare una fase emergenziale. I livelli del fiume Po sono attualmente prossimi a quelli registrati quattro anni fa quando a preoccupare non fu solo la portata del fiume, ma anche l’intrusione del cuneo salino nelle aree dell’Alto Ferrarese.
Le rilevazioni delle portate medie giornaliere a Pontelagoscuro mostrano che il valore del 2026 è sensibilmente inferiore alla media storica e si sta stabilizzando su volumi molto bassi, simili ai minimi storici del 2003, 2006 e 2022, “l’annus horribilis” per il Po. Attualmente, infatti, la portata si attesta su circa 300 m³/s e anche l’andamento idrometrico conferma che la quota del fiume è ampiamente al di sotto della media analizzata negli ultimi trent’anni. Un minimo di positività c’è perché, a differenza del 2022 quando anche inverno e primavera furono scarsi a livello di precipitazioni, quest’anno il deflusso dai laghi è rimasto inizialmente stabile grazie alle piogge primaverili che hanno riempito i bacini. In ogni caso la situazione sta peggiorando rapidamente per via di uno squilibrio sempre più evidente: l’acqua in entrata nei laghi è attualmente inferiore a quella in uscita rendendo concreto il rischio di una chiusura delle derivazioni nel prossimo futuro.
Per monitorare l’evoluzione dei livelli idrometrici del Po e informare cittadinanza e mondo agricolo tempestivamente sulla capacità irrigua, il Consorzio pubblicherà da questa settimana un bollettino settimanale dedicato alle eventuali criticità idrauliche.
Il presidente Stefano Calderoni ha spiegato: «Il Consorzio sta monitorando con attenzione la situazione e, insieme al comitato esecutivo e alla direzione tecnica abbiamo scelto di emettere il bollettino che informerà le associazioni agricole in maniera tempestiva. In questa fase è essenziale continuare a fornire acqua per l’irrigazione per sostenere le colture che si trovano naturalmente in una condizione di forte stress idrico. Al di là di questa fase di allerta, però, voglio fare una considerazione più ampia: sono passati quattro anni dal 2022 e il Paese continua a rincorrere le emergenze senza aver realizzato gli investimenti necessari per trattenere l’acqua nei periodi di abbondanza e renderla disponibile quando serve davvero. Il 2022 evidentemente non ci ha insegnato nulla e la mancata realizzazione di opere di adattamento climatico, in particolare invasi adeguati a raccogliere l’acqua quando c’è e alimentare il Po quando i livelli scendono, ci sta mettendo nuovamente in estrema difficoltà».
«Basti pensare – prosegue Calderoni – che quest’anno le piogge non sono mancate, ma durante l’inverno e la primavera abbiamo lasciato scorrere in mare milioni di metri cubi di acqua che adesso avrebbero soddisfatto il fabbisogno idrico per l’irrigazione. Una quantità di acqua tale che potrebbe dare da bere agli italiani per un anno intero. Spero che questa nuova situazione di crisi climatica faccia spingere l’acceleratore al Governo, perché non si può perdere altro tempo e altra acqua preziosa per il nostro sistema idraulico e la tenuta del nostro settore agricolo».
Per ora l’acqua ci sarà per tutti, ma si resta sempre col fiato sospeso: «Al momento eventuali limitazioni non dipendono da noi. Aspettiamo che le autorità di bacino certifichino il livello di severità idrica e solo allora potrebbero essere conseguenze su derivazioni».
«Crediamo – conclude il presidente del Consorzio di Bonifica – che la situazione possa reggere anche grazie al rilascio dell’acqua presente nelle risaie piemontesi. Intanto diffonderemo un bollettino settimanale con il monitoraggio della situazione e tutto dipenderà da fattori esterni. Speriamo in piogge e temperature ridotte».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
