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Il personaggio

Il luminare Roberto Eleopra partito da Consandolo e arrivato al top in Europa

Nicola Vallese
Il luminare Roberto Eleopra partito da Consandolo e arrivato al top in Europa

«Ai ragazzi dico di seguire la loro curiosità scientifica»

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Consandolo «Ferrara rimane sempre la città del mio cuore. Mi manca e me ne accorgo soprattutto quando a Milano vado al mercato e mi scappa di chiedere una “sportina” e nessuno mi capisce». Dietro il sorriso di questo aneddoto dialettale c’è il profilo del dottor Roberto Eleopra, un luminare della medicina italiana.

Nato all’ombra delle Mura estensi nel 1958, cresciuto a Consandolo dove la madre gestiva la farmacia del paese e diplomatosi al liceo di Argenta, Eleopra è oggi direttore del dipartimento di Neuroscienze cliniche e della Neurologia 1 all’Istituto neurologico “Carlo Besta” di Milano, oltre che neo-professore ordinario all’università Statale. Una carriera straordinaria, che lo ha visto attraversare i reparti di mezza Italia, ma le cui radici affondano stabilmente nella terra natìa. E di questa ne va sempre fiero, come traspare dai racconti, dagli aneddoti e dalle parole.

«Fino al 2005 sono rimasto all’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Anna, proprio fino a poco prima del trasferimento a Cona», ricorda il neurologo. «La scuola ferrarese è stata ottima per me. Lì ho avuto maestri che mi hanno insegnato l’arte medica e, soprattutto, il valore del rapporto medico-paziente. Oggi la medicina moderna si sta focalizzando troppo sulle prestazioni e sui volumi, trasformandosi in un processo produttivo; in neurologia, invece, la qualificazione dell’attività e la capacità di ascolto restano elementi critici e insostituibili». Il legame con il Sant’Anna non è stato solo affettivo, ma anche la culla del suo spirito pionieristico.

Già negli anni Novanta, Ferrara era uno dei pochissimi centri italiani – insieme a Milano e Roma – a sperimentare l’uso terapeutico della tossina botulinica per la spasticità. Ma il vero punto di svolta risale all’inizio del millennio: «Ero a Ferrara quando iniziai a organizzare, insieme al professor Cavallo (tuttora primario di neurochirurgia a Ferrara), i primi impianti di neurostimolazione cerebrale profonda per i pazienti affetti da Parkinson o altri disturbi del movimento. Il primo intervento me lo ricordo ancora e lo facemmo nell’agosto del 2000».

Quella spinta all’innovazione ha accompagnato Eleopra a Mestre, Udine e infine al Besta, un istituto di ricerca (Irccs) che oggi si attesta come il 14º miglior centro neurologico al mondo e primo in Italia ed Europa. Sotto la sua guida, Milano è diventata leader europeo nella tecnologia Mrgfus (ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica): «Un trattamento chirurgico millimetrico ed estremamente innovativo. Attraverso l’energia pulita degli ultrasuoni, curiamo i tremori e il Parkinson dall’esterno, senza fare alcuna incisione o taglio nella testa del paziente».

Lo sguardo di Eleopra punta dritto al futuro, intravedendo nell’Intelligenza artificiale la prossima rivoluzione, non solo clinica ma gestionale: «L’Ia trasformerà la presa in carico dei pazienti e abbatterà le liste d’attesa. Attraverso algoritmi e chatbot certificati, i bisogni verranno stratificati all’origine, indirizzando subito il malato nel posto giusto e dal professionista adatto». Infine, un pensiero e un consiglio ai giovani specializzandi dell’Università di Ferrara: «Sviluppate la vostra curiosità scientifica. Non sottovalutate mai il caso complesso, discutete con i docenti e confrontatevi. Il segreto per fare ricerca, anche quando i fondi pubblici sono minimi rispetto all’estero, è non adagiarsi mai e mantenere viva la fame di conoscenza». Parola di un’eccellenza che, pur avendo raggiunto i vertici della scienza mondiale, non ha scordato la propria città d’origine. Una persona di cui il territorio argentano, come anche la città di Ferrara, non può far altro che andarne fiero. 

(ha collaborato Giorgio Carnaroli)

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