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L’episodio

Sei bagnanti rischiano di annegare, salvati a Lido Spina

Katia Romagnoli
Sei bagnanti rischiano di annegare, salvati a Lido Spina

Due giovanissimi hanno rischiato di annegare: non sapevano nuotare. Una famiglia si è invece tuffata nel Logonovo nonostante i divieti di balneazione

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Lido Spina Hanno rischiato grosso tre giovanissimi bagnanti, con scarsa conoscenza del mare, che ieri pomeriggio, alle 14.40, si sono avventurati tra le onde, all’altezza del Bagno Virna del Lido Spina. I tre amici, tutti coetanei, avevano deciso di concedersi un po’ di refrigerio in acqua, quando, all’improvviso è mancata l’aderenza al fondo e hanno cominciato ad allarmarsi. L’unico, un 18enne, che sapeva nuotare, ha raggiunto, a bracciate, le boe di delimitazione dell’area di balneazione, mentre gli altri due si sono immediatamente trovati in difficoltà. Uno di loro ha cominciato a gridare “aiuto” e a colpi di remi, il bagnino di salvataggio, Luca Ghirardelli, 23enne, laureato in Biotecnologie farmaceutiche, ha raggiunto i tre. «A mio supporto, si sono attivati subito i miei colleghi Odisio, dal Bagno Malua e Diego, dai Bagni Patrizia e Mirko – commenta Luca Ghirardelli, assistente ai bagnanti da sette anni, in forze alla cooperativa Alto Adriatiko-; dopo aver raggiunto uno dei ragazzi, mi sono tuffato e sono riuscito a caricarlo sul moscone, prima che bevesse acqua. Non mostravano una buona conoscenza del mare, ma alla fine, con l’aiuto dei colleghi, tutti e tre sono sani e salvi». A riva è stata provata la saturazione del sangue, risultata perfetta, ma poi, i tre hanno rifiutato l’intervento dell’ambulanza. Nonostante la giovane età, Luca Ghirardelli, coadiuvato da due colleghi, si è reso protagonista di un salvataggio eroico, ma il diretto interessato minimizza, affermando che «ho fatto solo il mio dovere».

Il giorno prima, un analogo salvataggio rocambolesco era toccato al collega Matteo Dallolio, 32enne assistente ai bagnanti, in servizio al Bagno 31 Locura. «Durante la pausa dei colleghi, alle 12.45 – spiega il bagnino, dipendente anch’egli della cooperativa Alto Adriatiko -; ad un certo punto un ragazzino, di 16 o 17 anni, che stava osservando la sua famiglia in acqua, ha cominciato a gridare. Quattro persone, ossia due genitori sui 45 anni con i loro figli, un bimbo di 6 anni e una ragazza di 15 anni, si erano immersi nel canale Logonovo, dove vige il divieto di balneazione assoluta. Mi sono lanciato con il moscone e sono riuscito, dopo essermi tuffato, ad estrarre la donna, mamma dei due ragazzini e anche del ragazzo rimasto a riva. La donna era già sott’acqua». Con il sup è arrivato rapidamente, in appoggio, un giovane veneziano, amico del bagnino, il quale si è adoperato per caricare il bambino di sei anni e la ragazzina, mentre i due genitori quarantenni sono stati issati sul moscone. L’ardua impresa è stata portata a termine con successo, grazie all’esperienza, alla preparazione ed al sangue freddo del bagnino e dell’amico. La famiglia ha corso un grave pericolo. Matteo Dallolio ricorda che «il divieto di balneazione in quell’area è assoluto. Già lo scorso anno si sono registrati episodi simili. I cartelli in più lingue sono presenti e vanno rispettati. Sono bagnino da dieci anni e ritengo che il rispetto delle regole vada ricordato sempre, per evitare rischi verso se stessi e verso chi poi deve intervenire per salvare vite umane». 

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