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La protesta

San Giovanni di Ostellato, troppo caldo in fabbrica: i lavoratori scioperano

Marcello Pulidori
San Giovanni di Ostellato, troppo caldo in fabbrica: i lavoratori scioperano

Situazione complessa alla Plant Sirio. I sindacati: «Ambulanze all’interno dell’azienda e lavoratori in malattia»

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San Giovanni di Ostellato Il caldo torrido continua a provocare condizioni climatiche molto difficili da sopportare ovunque. Le famigerate “notti tropicali”, quelle cioè durante le quali il termometro non scende mai sotto i 20 gradi, sono divenute da straordinarie a parte di una quotidianità che fa pensare. L’afa non stacca la spina e il territorio ferrarese boccheggia nella morsa di temperature che non solo infastidiscono ma provocano malori, se non di peggio.

In questo contesto generale per nulla confortante, a vivere i rischi maggiori sono, ancora una volta, i lavoratori. Chi lavora è difatti soggetto il più delle volte a condizioni estreme che rappresentano un rischio elevato per la salute di ognuno. L’emergenza climatica, lasciano intendere gli esperti, potrebbe durare ancora diversi giorni e quindi non va abbassata la guardia. Non lo fanno, ovviamente, le istituzioni: dal 3 giugno scorso, e fino al 15 settembre, nei giorni con livello di rischio “alto”, in Emilia-Romagna è vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12,30 alle 16. Il provvedimento riguarda i settori agricolo e florovivaistico, i cantieri edili, i piazzali della logistica e, da quest'anno, le cave e la consegna merci con mezzi a pedalata anche assistita effettuata da rider.

Il caso e lo sciopero

Tra i tanti casi che si segnalano, uno di cui si sta molto discutendo a livello istituzionale e sindacale è quello che riguarda la Vsg Plant Sirio di San Giovanni di Ostellato. Duecentoquaranta dipendenti, più una ventina di stagionali, settore macchine industriali e componenti. Qui la situazione è particolarmente difficile. Da anni la contrattazione collettiva nazionale, ma in particolare quella nelle singole fabbriche, sta facendo i conti con un cambio climatico che mette in difficoltà la maggioranza delle aziende. Problema in parte nuovo, cui però dover pensare, e scarsa esperienza in fatto di trattative tra datori di lavoro e sindacati. Ieri le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) e i rappresentanti per la sicurezza di Fiom e Fim, dopo un consistente periodo turbolento a livello di relazioni sindacali, hanno proclamato uno sciopero di 8 ore che si svolgerà domani.

In una nota gli stessi sindacati «invitano tutti i lavoratori a verificare la temperatura presente nel proprio reparto. Qualora vengano rilevate temperature superiori ai 34 gradi, aggravate dall’elevata umidità che caratterizza il nostro territorio e rende ancora più gravose le condizioni di lavoro, i lavoratori sono invitati a segnalarlo immediatamente al proprio responsabile e a un delegato Rsu/Rls affinché venga effettuata la verifica della temperatura tramite il termometro ambientale e siano attivate le iniziative sindacali previste dallo stato di agitazione e dalle decisioni assunte dalle Rsu. Dalla metà dello scorso anno – scrivono ancora i rappresentanti dei lavoratori – insieme a una società esterna incaricata, stiamo lavorando al monitoraggio degli indici specifici con l’obiettivo di costruire un nuovo Protocollo Caldo, percorso sempre sostenuto e richiesto dalle organizzazioni sindacali. Ad oggi, dopo oltre un anno di incontri, solleciti e richieste da parte di tutte le Rsu, non è stato definito alcun nuovo protocollo. Non solo. Continuiamo a riscontrare difficoltà persino nell’applicazione del Protocollo Caldo sottoscritto nel 2024, situazione che ha generato forte malcontento tra i lavoratori, soprattutto in questi giorni caratterizzati da temperature estremamente elevate. Nei reparti si registrano condizioni climatiche sempre più critiche, con ambienti di lavoro che riteniamo particolarmente gravosi e potenzialmente pericolosi. In questi giorni – dicono ancora gli stessi sindacati – abbiamo assistito alla presenza di ambulanze all’interno del Plant e siamo a conoscenza di numerosi lavoratori costretti ad assentarsi per malattia, circostanze che dimostrano quanto la situazione sia seria e non più rinviabile».

La nota sindacale va poi sulla specifica situazione che si riscontra nello stabilimento di via Brunelleschi: «Dopo un lungo e articolato confronto tra Rsu, Rls, Rspp, direttore dello stabilimento e medici competenti, è stato finalmente condiviso, dopo anni di richieste delle rappresentanze sindacali, che anche nello stabilimento Sirio vengano introdotti i sali minerali a supporto dei lavoratori durante il periodo estivo, così come già avviene negli altri Plant (o stabilimenti) del Gruppo. Purtroppo, nonostante il consenso espresso durante il confronto, ad oggi non è ancora stato comunicato come verranno distribuiti, quando saranno disponibili e se saranno effettivamente forniti ai lavoratori, mentre ci apprestiamo a entrare nel mese di luglio e le temperature continuano ad aumentare».

Giorni intensi

Praticamente superfluo ricordare che lo stabilimento di San Giovanni di Ostellato sta vivendo giorni difficili, tanto da indurre i sindacati a proclamare lo sciopero di domani. La vicenda ha ovviamente interessato le istituzioni locali: la sindaca di Ostellato, Elena Rossi, sta seguendo l’evoluzione del caso. 

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