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Tresigallo, beatificazione di Laura Vincenzi: «Lei vive con noi»

Marcello Pulidori
Tresigallo, beatificazione di Laura Vincenzi: «Lei vive con noi»

Un’intera comunità impegnata per la canonizzazione della catechista

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Tresigallo L’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio sta proseguendo l’iter per la canonizzazione di Laura Vincenzi – attualmente Serva di Dio. Questo rappresenta un ulteriore riconoscimento della Chiesa cattolica verso il titolo religioso di “santa”.

La causa di beatificazione, invece, è stata aperta il 7 dicembre 2016 sempre nell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. Per quanto riguarda la santità, il percorso ordinario prevede diverse impegnative tappe. Per Laura Vincenzi, al momento, la causa non è ancora arrivata alla beatificazione. Esiste quindi una preghiera ufficiale per chiedere la sua intercessione e la grazia della sua futura beatificazione, ma la Chiesa non l’ha ancora proclamata beata o santa.

La novità

Ieri (29 giugno) il delegato episcopale don Davide Benini ha emesso il decreto di pubblicazione degli atti circa l’inchiesta diocesana di beatificazione e canonizzazione di Laura, che fu componente dell’Azione Cattolica dell’arcidiocesi di Ferrara. Con il decreto di pubblicazione degli atti, il delegato episcopale manifesta la sua decisione definitiva di voler procedere alla chiusura dell’inchiesta diocesana, mettendo a disposizione gli atti processuali agli aventi diritto.

La commissione storica – composta dal professor Giovanni Raminelli e da altri autorevoli studiosi – ha raccolto oltre 16mila pagine di Laura Vincenzi consegnando un’accurata relazione su quanto raccolto. Al contempo, sono stati consegnati su questo materiale anche i voti di due censori teologi. Tuttavia, sebbene non fosse obbligatorio per le norme in materia, si è ritenuto necessario disporre un esame dei teologi non solo sul materiale edito, ma anche e soprattutto sull’abbondante materiale inedito di Laura Vincenzi, al fine di avere un quadro esaustivo e poliedrico della complessa spiritualità come “serva di Dio”.

A breve – si apprende sempre dall’arcidiocesi – appena si concluderanno questi adempimenti tecnici relativi alle copie degli atti processuali, verranno comunicate dall’arcidiocesi la data e il luogo della sessione pubblica di chiusura dell’inchiesta diocesana. A questa potranno partecipare tutti, in particolare le numerose persone sparse per l’Italia, con cui è entrata in contatto di persona o a livello epistolare la stessa Laura Vincenzi.

La sua vita

Laura Vincenzi, nata a Ferrara il 6 giugno 1963 e morta il 4 aprile 1987, dopo le scuole elementari e medie a Tresigallo, dove vive, frequenta il liceo “Ariosto” di Ferrara e nel 1982 si iscrive alla facoltà di lingue all’Università di Bologna. Appartiene all’Azione Cattolica e frequenta attivamente la sua parrocchia, dove è catechista ed educatrice con impegno ininterrotto dai quindici anni in poi.

Dall’autunno 1984 alla morte avvenuta il 4 aprile 1987, la sua vita è segnata dal progredire di un tumore, che ha richiesto pesanti cure e l’amputazione di una gamba. Nota soprattutto grazie alla raccolta delle sue lettere e dei suoi diari curata dal fidanzato Guido Boffi (“Lettere di una fidanzata”, con varie edizioni) nella sua breve esistenza esprime un intenso amore per la vita, per la famiglia, per gli amici, per il fidanzato, per la comunità ecclesiale e soprattutto per Dio, a cui è grata per i doni ricevuti.

Amare è per lei l’essenziale. Affronta la malattia scegliendo di reagire per continuare a vivere in pienezza, con consapevolezza, grande forza interiore e coraggio, alimentati da una fede intensa e da una speranza viva. Pochi giorni prima di morire scrive una lettera a monsignor Luigi Maverna, allora arcivescovo di Ferrara-Comacchio, considerata il suo testamento spirituale. Ora si attende che le sia attribuito ciò che, a detta di tutti, merita

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