Sala da Tè Solidale, Cento racconta l’inclusione a New York
Un’esperienza intensa, vissuta tra incontri, conferenze e momenti di confronto
Cento Qualche settimana fa avevano salutato la città con le valigie pronte per una delle esperienze più importanti della loro storia. Oggi, tornati a casa, i protagonisti della Sala da Tè Solidale di Cento raccontano ciò che hanno vissuto a New York, dove sono stati invitati a presentare il proprio modello di inclusione sociale e lavorativa nell’ambito di un evento alle Nazioni Unite dedicato ai diritti delle persone con disabilità.
La delegazione dell’associazione Oltre-Tutto ha partecipato all’iniziativa su invito della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, portando all’attenzione di rappresentanti istituzionali, associazioni e organizzazioni provenienti da tutto il mondo un’esperienza nata nel cuore di Cento e diventata negli anni un punto di riferimento per l’inclusione.
«L’invito a New York è stato per noi motivo di grande gioia e orgoglio – racconta Nicol Tatti, responsabile e organizzatrice della Sala da Tè Solidale – perché ha rappresentato un importante riconoscimento del lavoro che portiamo avanti da più di otto anni. Siamo partiti con entusiasmo, ma anche con una certa incredulità. Essere stati invitati a raccontare il nostro percorso ci ha fatto comprendere che anche una realtà piccola come la nostra può offrire un contributo concreto al cambiamento culturale che sta interessando il mondo della disabilità».
Un’esperienza intensa, vissuta tra incontri, conferenze e momenti di confronto che hanno lasciato il segno. Tanto che, come ammette la stessa Tatti, la reale portata di quanto accaduto è stata compresa soltanto al rientro. «Durante i giorni trascorsi a New York eravamo concentrati sui tantissimi stimoli della città, sugli incontri e sulle attività da svolgere. Forse stiamo prendendo pienamente consapevolezza di ciò che abbiamo vissuto soltanto ora, anche grazie all’affetto e alla partecipazione delle tante persone che continuano a sostenerci».
Nel corso dell’intervento alle Nazioni Unite, il gruppo centese ha raccontato un modello che punta a valorizzare capacità, talenti e autonomia delle persone con disabilità, superando una visione esclusivamente assistenziale. «Abbiamo presentato un’esperienza concreta di inclusione e partecipazione, mostrando come sia possibile costruire percorsi che mettano al centro la persona e le sue potenzialità. Particolare interesse ha suscitato la dimensione quotidiana del progetto, fatta di responsabilità condivise, partecipazione attiva e risultati tangibili». Le reazioni ricevute dalle delegazioni internazionali sono state positive e hanno confermato come le sfide legate all’inclusione siano comuni a molte realtà del mondo.
«Molti interlocutori hanno manifestato curiosità e apprezzamento per il percorso intrapreso. Il confronto ci ha fatto sentire parte di una comunità internazionale impegnata nel promuovere opportunità sempre più inclusive e partecipate». Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito il gruppo ci sono stati gli incontri e le testimonianze ascoltate durante i giorni trascorsi alle Nazioni Unite, ma soprattutto la possibilità di osservare da vicino come altre realtà stiano affrontando temi simili. «Gli eventi istituzionali e il confronto con altre associazioni ci hanno confermato di essere sulla strada giusta e ci hanno invitato ad ampliare il nostro sguardo verso un futuro ricco di nuove opportunità per i nostri ragazzi». Proprio i ragazzi centesi sono stati i grandi protagonisti del viaggio. Per gli accompagnatori, vedere la loro crescita durante la trasferta è stato uno degli aspetti più emozionanti.
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