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Ferrara, i conti del Grattacielo: per antincendio raccolti 88mila euro su 300mila

Andrea Mainardi
Ferrara, i conti del Grattacielo: per antincendio raccolti 88mila euro su 300mila

Il 6 assemblea di bilancio. I condomini: senza chiarezza sulle spese si vota no

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Ferrara È stata fissata per il 6 luglio alle 17 la nuova assemblea ordinaria del condominio grattacielo. Una data molto importante nella quale andranno sciolti diversi nodi: innanzitutto andrà approvato il rendiconto di bilancio 2025/26, si dovrà discutere del rinnovo dell’attuale amministratore di condominio Francesco Donazzi e dell’approvazione del bilancio preventivo 2026/27 con relativo piano dei versamenti. Inoltre andrà discussa la creazione di due fondi di accantonamento: uno per provvedere al pagamento dei debiti contratti con Studio Mezzadri e ditta Ghiotti, un altro per le spese legali necessarie per il recupero delle varie morosità condominiali.

Per quanto riguarda i lavori di adeguamento alle normative antincendio andrà inoltre valutato dai condomini se confermare l’incarico proprio allo Studio Mezzadri oppure valutare altri professionisti. Proprio in vista di questo importante appuntamento, l’amministratore Francesco Donazzi ha voluto fare il punto legato alla sua gestione finita nel mirino di svariati condomini. Vengono innanzitutto evidenziati gli 88mila euro raccolti (anche se l’obiettivo era 300mila) per abbassare il monte debitorio nei confronti di Studio Mezzadri e Ghiotti, unitamente a «un’ampia operazione di bonifica della situazione patrimoniale che ha portato a eliminare crediti, debiti e fondi inesistenti, inesigibili o dovuti». Un lavoro lungo e complesso che «è ancora in corso per ulteriori importi residui».

Nelle ultime settimane è tornata d’attualità anche un’ulteriore questione: «Dopo alcuni mesi di silenzio – spiega Donazzi – sono pervenute all’indirizzo dell’amministratore due Pec provenienti da altrettante società (facenti però capo al medesimo “gruppo”) che riguardano questioni da tempo irrisolte». La prima «riguarda la cessione a Ottima Smart dei crediti deteriorati che l’assemblea ha deliberato l’11 novembre 2022 ma che non è proseguita secondo gli accordi stabiliti. La seconda, inviata da Tomasi Engineering, contiene la diffida a saldare entro 30 giorni circa 993mila euro come da nota proforma del 2 ottobre 2023». In questo caso l’amministratore ha rimandato tutto al mittente respingendo le pretese avanzate.

Proseguendo nell’analisi, Donazzi sottolinea come le ridottissime risorse finanziarie a disposizione del condominio abbiano consentito l’avvio di tre sole procedure di recupero crediti nei confronti degli inquilini morosi, nell’ultimo trimestre 2025. Di questi, due iter sono ancora in corso mentre per un terzo si va verso il saldo di 14mila euro in 24 mesi. Inoltre dopo l’ultima assemblea, alcuni fornitori del condominio hanno ceduto i propri crediti dal valore di 71mila euro a Massimo Secchiero ovvero il condomino con più millesimi. Con i mesi freddi andrà affrontato anche il tema del riscaldamento centralizzato, ora spento, ma utilizzato dagli altri stabili vicini, i cosiddetti “corpi aggiunti” tutt’ora abitati. Donazzi valuta «da escludersi la possibilità di attivare l’impianto centralizzato unicamente per le poche unità che lo utilizzano per via del suo essere sovradimensionato per questo compito e per i costi “involontari” che ne conseguirebbero. Sono in corso contatti con le proprietà interessate per riuscire a trovare una soluzione».

A questa ricostruzione risponde il Comitato dei Condomini per la Trasparenza del Grattacielo guidato da Daniele Pachera, tra i più critici nei confronti dell’attuale gestione delle tre torri. «Il rendiconto consuntivo non verrà approvato – spiega – così come non verrà votata la conferma del mandato dell’amministratore se non verranno forniti chiarimenti immediati e non verrà esibito il fascicolo completo dei giustificativi di spesa. Dalla nota esplicativa emerge un quadro gestionale privo di reale visione strategica e di un piano di rientro concreto. L’incarico stesso della direzione lavori viene rimesso in discussione paralizzando ogni prospettiva legata all’adeguamento antincendio». «Appare inspiegabile – prosegue – che l’amministratore dichiari l’esistenza di spese per ben 500mila euro ritenute “non imputabili”». Il comitato quantomeno sottolinea positivamente la riduzione degli importi che i condomini dovranno versare rispetto all’ultimo bilancio preventivo e ricorda la prosecuzione della raccolta firme per facilitare gli accessi agli appartamenti da parte degli inquilini.

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