La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso Grattacielo

San Bartolo chiude le sue porte: «C’è anche una Ferrara solidale»

Andrea Mainardi
San Bartolo chiude le sue porte: «C’è anche una Ferrara solidale»

Il bilancio di Caritas nei confronti dell’esperienza emergenziale

2 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Si sono chiuse le porte di San Bartolo, la struttura dell’Asl gestita da Caritas che in questi mesi di emergenza ha ospitato decine di sfollati dalle tre torri del Grattacielo. Una piccola comunità, costruita grazie alla collaborazione di chi si è trovato senza più un posto dove andare ed i tanti volontari che hanno lavorato alla gestione del centro di accoglienza.

Un dramma sociale che sembra stridere molto con la quiete che si respira tra le mura dell’antichissimo convento situato nel Borgo della Misericordia. Ieri, martedì 30 giugno, il chiostro è stato teatro di un viavai tanto discreto quanto dignitoso da parte della dozzina di ex inquilini del Grattacielo ancora ospiti a San Bartolo. C’è chi ha trovato una sistemazione in un’altra città, addirittura in un altro Paese, e sono pochi i fortunati che hanno trovato persone disponibili ad affittare loro una casa in città. In molti si sposteranno semplicemente da amici e parenti.

Un viaggio, quello degli sfollati a San Bartolo, che giunge al termine e del quale si possono tirare le somme. «Oggi (ieri; ndr) è stato l’ultimo giorno di accoglienza – racconta il direttore di Caritas Paolo Falaguasta – ma da mesi stiamo lavorando intensamente con l’Unità di Strada per trovare aiuto esterno. I volontari si sono fatti “in quindici” per aiutare gli ospiti da ogni punto di vista. Ad oggi sono quasi tutti collocati, dopo cena chiuderemo la struttura ma lasceremo un minimo di tolleranza per domani (oggi 1 luglio; ndr) in modo che coloro che tornano dal lavoro possano prendere i propri effetti personali. Molti affitti infatti partono dall’1 luglio. Abbiamo ravvisato situazioni di fragilità per circa 4-5 persone, ma anche loro hanno trovato amici o parenti in grado di ospitarli».

Un’esperienza intensa, che ha regalato diversi spunti: «Ne faccio un bilancio positivissimo pur restando il grande dispiacere per la tragedia di tanti ragazzi. In queste settimane tutti si sono comportati bene, in modo collaborativo ed hanno sempre ringraziato sia i volontari che gli intermediari. Un altro aspetto per il quale sono contento è che c’è stata una risposta straordinaria da parte della cittadinanza da ogni punto di vista, a partire dalla presenza dei volontari che si sono alternati nella preparazione dei pasti e nell'organizzazione dell'accoglienza, arrivando alla donazione di svariati prodotti alimentari. Anche le offerte economiche sono state preziose. Posso dire che c’è una Ferrara che ha aiutato con spirito di solidarietà e senza razzismo, queste persone le quali non chiedono l’elemosina ma solo un normale affitto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google