Ferrara, caccia al personale Ata: ancora 201 posti da coprire
Ben 122 le posizioni aperte per i collaboratori scolastici. Da integrare anche 50 assistenti amministrativi e 29 tecnici
Ferrara Oltre duecento posti ancora disponibili dopo i movimenti del personale Ata e, sullo sfondo, una riduzione degli organici che secondo la Flc Cgil rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà delle scuole ferraresi. Questo quadro emerge dai prospetti nazionali sulle disponibilità residue per l'anno scolastico 2026-2027, dai quali si ricava che nella provincia di Ferrara restano vacanti complessivamente 201 posti tra i tre principali profili del personale amministrativo, tecnico e ausiliario: 122 collaboratori scolastici, 50 assistenti amministrativi e 29 assistenti tecnici. Una buona parte di questi posti verranno coperti con le assegnazioni “di patto” da parte del Ministero di personale a tempo indeterminato. Altri profili entreranno a tempo determinato ma, secondo i sindacati, c’è il fortissimo rischio che non tutti i posti disponibili vengano occupati.
Guardando ai singoli profili professionali, il dato più consistente riguarda i collaboratori scolastici. I 122 posti disponibili collocano Ferrara poco al di sotto di Piacenza (127) e non troppo distante da Rimini (158), pur restando lontana dai numeri delle province più popolose come Bologna (403) e Modena (368). Si tratta comunque di una disponibilità significativa, destinata a incidere sull'organizzazione quotidiana dei servizi nelle scuole della provincia.
Diverse posizioni aperte anche per quanto riguarda gli assistenti amministrativi. Ferrara conta 50 posti disponibili, più di Piacenza (42) e su livelli vicini a province come Parma (67), Forlì-Cesena (67) e Rimini (60). Ancora più rilevante appare la situazione degli assistenti tecnici: con 29 disponibilità, Ferrara supera Ravenna (21), Parma (24), Piacenza (25) e si colloca praticamente allo stesso livello di Forlì-Cesena (28), pur essendo una realtà demograficamente più contenuta.
Un altro profilo particolarmente scoperto è quello dei funzionari con elevate qualificazioni, dove Ferrara registra 11 posti disponibili, un numero superiore a quello di Bologna (4), Parma (7), Ravenna (6) e Rimini (10). Invece, le disponibilità sono praticamente assenti per cuochi, guardarobieri e infermieri, mentre gli operatori dei servizi agrari sono soltanto due.
Sul tema era già intervenuta settimane fa la Flc Cgil Ferrara, che parlava apertamente di «nuovi tagli» agli organici. Secondo il sindacato, per il prossimo anno scolastico il personale Ata della provincia passerà da 1.015 a 1.008 unità, con una riduzione complessiva di sette posti. Il saldo deriva da due assistenti amministrativi in più, ma anche da nove collaboratori scolastici in meno, mentre rimangono invariati gli altri profili.
Nel dettaglio, la Cgil segnala un assistente amministrativo in meno all'Iis Remo Brindisi, all'Istituto comprensivo Cento Nord e all'Istituto comprensivo di Comacchio-Porto Garibaldi, compensati da nuove assegnazioni agli istituti comprensivi Manzoni e Pascoli e all'Iis Rita Levi Montalcini, oltre a due unità aggiuntive all'Iis Fratelli Taddia. Per i collaboratori scolastici, invece, sono previsti tagli all'Ic Dante Alighieri, all'Ic Alda Costa, all'Ic Cento Nord, al liceo Cevolani, all'Itc Bachelet e una riduzione di due unità sia all'Iis Bassi Burgatti sia al liceo Roiti.
Per il segretario generale della Flc Cgil Ferrara, Michele Feletti, la situazione ad oggi non è cambiata e la diminuzione degli organici «non tiene conto dell'aumento dei carichi di lavoro». Il sindacato sottolinea come gli assistenti amministrativi siano sempre più impegnati in pratiche non di loro competenza, mentre i collaboratori scolastici «non sono più sufficienti per garantire l'apertura dei plessi e la sorveglianza di alunne e alunni». Una situazione che, secondo la Cgil, comporterà una riduzione di sette posti a tempo determinato. A preoccupare è soprattutto il ricorso al lavoro precario. Il sindacato stima infatti che nella provincia circa il 30% dei posti Ata, continui a essere coperto da personale precario. Inoltre, quasi il 20% dei posti assegnati dal Ministero non viene destinato alle assunzioni a tempo indeterminato, ma ai contratti con scadenza al 30 giugno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
