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Il caso

Tentato omicidio a Ferrara: la donna arrestata resta in carcere

Alessandra Mura
Tentato omicidio a Ferrara: la donna arrestata resta in carcere

Il giudice ha sciolto la riserva e ha confermato la custodia cautelare

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Ferrara Resta in carcere la quarantenne arrestata domenica scorsa per aver aggredito a colpi di martello la sua coinquilina in un alloggio del quartiere Doro. Il giudice per le indagini preliminari ieri ha sciolto la riserva e disposto per la donna la custodia cautelare in carcere, confermando al momento anche l’ipotesi di accusa per tentato omicidio. Una decisione maturata sulla base degli esiti degli accertamenti medico legali secondo i quali la condotta dell’indagata avrebbe potuto avere esiti potenzialmente letali per la persona offesa, una donna di 60 anni. Che comunque non è mai stata in pericolo di vita, e le cui condizioni ora non destano fortunatamente preoccupazione.

Davanti al giudice l’indagata aveva fornito la sua ricostruzione dei fatti, ribadendo di non avere colpito la coinquilina con l’intenzione di ucciderla, ma di avere reagito dopo essere stata spinta più volte. Il tutto in un contesto di fragilità sociale, e di una convivenza difficile (avviata nell’ambito del programma “Housing First” di Asp) segnata da incomprensioni e contrasti crescenti tra le due donne. Così era bastato un rimprovero per il rumore del martello usato per sistemare un mobile, a far scaturire il litigio poi degenerato nell’aggressione.

La quarantenne, ha riferito al giudice, era stata spinta a terra per due volte, e con il martello che ancora teneva in mano aveva colpito la 60enne al capo, al busto e a una mano. La quarantenne era andata con le quattro figlie in un albergo e poche ore dopo aveva chiamato la polizia. Gli agenti accorsi al Doro avevano trovato la 60enne barricata in camera, con il frigo posto davanti alla porta . Questa la cronaca riferita dall’indagata. Che nel settembre del 2022 era rimasta sola con quattro figlie piccole dopo la morte del marito, stroncato da un infarto mentre stava andando al lavoro in bicicletta.

Ed è anche sulla sorte delle ragazze, tutte ancora minorenni, che è rivolta l’attenzione dell’avvocato Massimo Cipolla, difensore della madre. «Ho appreso con favore – ha dichiarato ieri – che il servizio sociale sta cercando di trovare una collocazione nella quale tutte e quattro le minori possano rimanere insieme. Ritengo che questa strada sia la migliore e auspico che si possa evitare di dividere le quattro ragazzine, e che non debbano soffrire anche altri traumi».  

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