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La Ferrara che non c’è più: i negozi e i locali che hanno fatto la storia

Andrea Mainardi

	Viale Cavour a Ferrara negli anni '60 del '900
Viale Cavour a Ferrara negli anni '60 del '900

Da Pesaro e Puccio fino a Bida: botteghe, cinema e insegne indimenticabili

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Ferrara Le mutazioni che negli ultimi quarant’anni hanno radicalmente cambiato il commercio ferrarese, specialmente quello del centro storico, sono sotto gli occhi di tutti. E se oggi tante attività faticano a tenere aperti i battenti c’è stata un’epoca che suscita grande nostalgia. Dove l’economia “ruggiva” e tanti nomi del tessuto economico estense non erano solamente insegne, ma vere e proprie istituzioni.

Al cinema

Se si parla di film non si può non considerare le tante sale che una volta erano disseminate per la città, prima dell’avvento delle grandi multisale. Il Mignon ad esempio, ricavato nell’ex chiesa dei Santi Pietro e Paolo è stato per tanto tempo la casa degli appassionati delle proiezioni a luci rosse. Nel 2021 dopo anni di difficoltà finanziarie, l’attività è cessata. Non vanno dimenticati anche il Rivoli di via Boccaleone, il Manzoni in Fossato di Mortara, l’avveniristico (per l’epoca) Embassy di corso Porta Po, il Ristori chiuso dal 2004 e l’Alexander di via Foro Boario. Un punto di ritrovo della “Ferrara bene” è stato il cinema Astra di viale Cavour adiacente all’omonimo bar.

Negozi

Anche in questo caso, prima dei centri commerciali, esisteva un tessuto imprenditoriale fatto di piccole botteghe ma anche di grandi nomi a livello nazionale.

Un classico senza tempo è Pesaro con la sua attività di merceria che proprio quest’anno ha compiuto 150 anni. Le sue vetrine di via Contrari (oggi sotto i portici di piazza Trento Trieste) hanno fatto brillare gli occhi a generazioni di ferraresi. Arrivando ai grandi marchi italiani impossibile non menzionare Upim che nel 1928 aprì il suo punto vendita ferrarese in corso Martiri della Libertà per poi spostarsi in piazza Trento Trieste dove oggi si trova il McDonalds. Anche Standa era diventato un punto di riferimento con la sua insegna che svettava all’inizio di viale Cavour.

Altri nomi indimenticabili del passato sono certamente il negozio di giocattoli Puccio, teatro dei sogni per migliaia di bambini in corso Porta Po e la Cartolibreria (e casa editrice) Taddei di corso Martiri della Libertà punto di riferimento della cultura ferrarese tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900. E ancora Pistelli&Bartolucci con i suoi dischi e vinili, Old America ed i suoi vestiti per i “paninari”, la Drogheria Bazzi con i suoi stupendi arredi ma anche, più recentemente, la Terra dell’Orso di via Canonica con il suo immancabile orsetto che faceva bolle di sapone.

I locali

Un'altra parte rilevante di attività che oggi si è indubbiamente allargata, perdendo però quella sua tipicità, è quella legata al settore enogastronomico locale. La pizza di Orsucci in via Garibaldi, Da Settimo in piazza Cortevecchia oppure la Gigina, storica trattoria popolare punto di ritrovo per studenti, operai e tifosi. Come non menzionare poi le dolci delizie di Bida in via Mazzini, il bar Nord Ovest, il forno Carsani di via Contrari oppure punti di ritrovo come il pub Red Lion di via Correggiari (casa dei “dark” ferraresi) ed il Lontano Desiderio di via IV Novembre con i suoi telefoni grazie ai quali si poteva comunicare tra i vari tavoli del locale. E con le calure estive, cosa c’era di meglio di un frappè alla Siberiana? Ricordi di risate, rumori, sensazioni e sapori quasi impossibili da rivivere ma che trovano tutti spazio nel cuore di chi sa cos’è davvero Ferrara. 

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