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Ferrara, 18enne picchiata in strada: condannato l’aggressore

Annarita Bova
Ferrara, 18enne picchiata in strada: condannato l’aggressore

La ragazza era stata colpita con un tondino di ferro da un uomo di 85 anni dopo un imprevisto stradale

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Ferrara Era il 16 novembre del 2022, in via Caldirolo, quando una ragazza di 18 anni era stata colpita ripetutamente con un tondino di ferro da un 85enne. La violenza era stata innescata da una manovra sbagliata da parte dello stesso imputato.

Ieri mattina l’uomo è stato condannato a 4 mesi di reclusione e ad un risarcimento di oltre 5mila euro più le spese processuali. In aula gli avvocati Antonio Boldrini (parte civile) e Michele Chiaromonte (difesa). Un episodio violento e a tratti inspiegabile, che aveva fatto molto discutere e riflettere. La ragazza, per fortuna, aveva riportato ferite non gravi ma è rimasta scioccata, lei come la sua famiglia.

I fatti sono apparsi fin da subito molto chiari. Lui 85 anni, in auto. Lei diciott’anni, in moto. La macchina che le taglia la strada, la due ruote costretta a svoltare a destra per evitare l’impatto, per poi fermarsi a bordo carreggiata. Fin qui un comune imprevisto stradale, pure senza alcuna grave conseguenza, dovuto a una manovra sbagliata. Sarebbe potuta finire lì, invece l’uomo è stato preso da una furia cieca. L’anziano è sceso dalla macchina impugnando un tondino di ferro, la giovanissima motociclista non ha fatto in tempo a esprimere le sue ragioni che lui le si è avvento addosso, colpendola prima al capo (e i segni sul casco hanno testimoniato il vigore con cui sono state inferte le sferzate), poi alle gambe, alle braccia e ai fianchi procurandole lesioni guaribili in dieci giorni e un trauma psicologico che ha richiesto un tempo ben più lungo prima di essere riassorbito, se mai lo sarà del tutto. Per questa aggressione l’85enne è finito a giudizio per lesioni aggravate e al processo con rito abbreviato il pubblico ministero ha chiesto per lui una condanna a sei mesi. Ieri mattina la sentenza di condanna. «I mesi di reclusione sono 4 – ha detto l’avvocato Boldrini –, ma la cifra stabilita per il risarcimento è importante».

Ad assistere alla reazione violenta e ingiustificata dell’anziano era stato un ragazzo, che oltre a prestare soccorso alla giovane ferita, ha cercato di fermare l’automobilista, annotato anche la targa e permettendo agli inquirenti di risalire alla sua identità.

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