Esame di maturità, Giacomo Ferro porta la Nuova Ferrara davanti alla commissione
Il giovane neodiplomato con 100 e lode ha scelto di mettere in luce il proprio percorso di alternanza scuola-lavoro svolto nell’ambito del progetto “Scuola 2030”
Argenta Uscire dall’esame di maturità con il massimo dei voti, cento e lode, è il coronamento di un percorso scolastico d’eccellenza, ma per Giacomo Ferro, neodiplomato al liceo scientifico delle scienze applicate dell’Istituto d’istruzione superiore "Rita Levi Montalcini" di Argenta, questo traguardo ha coinciso con la narrazione di un’esperienza che va ben oltre i confini delle canoniche materie di studio.
Davanti alla commissione d’esame, in un colloquio orale profondamente rinnovato che partiva dalla presentazione dei cinque anni per poi aprirsi alle esperienze sul campo, il giovane ha scelto di mettere in luce il proprio percorso di alternanza scuola-lavoro (Pcto) , svolto in collaborazione con il quotidiano La Nuova Ferrara nell’ambito del progetto "Scuola 2030".
Il progetto
Questa iniziativa, promossa dal Gruppo Editoriale Sae sui quotidiani La Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio, si propone di avvicinare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado al mondo dell’informazione, trasformandoli in giovani redattori e reporter in grado di pubblicare articoli, esplorare le opportunità del territorio e imparare a distinguere l’informazione di qualità dalle fake news. Il progetto si articola attraverso una complessa attività redazionale e formativa che insegna ai ragazzi a fare rete, a comprendere la struttura di un quotidiano e a valorizzare la cronaca locale. Per Giacomo Ferro, questa esperienza ha rappresentato il punto più alto e stimolante dell’intero percorso delle superiori: «Tra tutti i progetti di formazione scuola-lavoro fatti nei cinque anni, questo del giornale è stato senza dubbio quello che mi ha interessato di più. Intanto ci ha permesso di conoscere cose completamente nuove e poi, a differenza di altre attività, l’ho trovato davvero molto stimolante e interessante».
Il lavoro è iniziato sotto la guida del giornalista e caporedattore Francesco Dondi, che ha introdotto gli studenti ai segreti del mestiere, spiegando come è strutturato un giornale cartaceo, come si gestiscono le diverse sezioni della Nuova Ferrara e quali siano le regole fondamentali per redigere un articolo di qualità. «Ci ha spiegato proprio come si scrive un articolo, quali sono i temi, le domande da farci prima di cominciare e le cose che attirano di più il lettore, insegnandoci anche a guardare sempre a un target di riferimento» ricorda Ferro.
Dalla teoria alla pratica
Successivamente, i ragazzi sono stati lasciati liberi di muoversi sul campo per cercare storie che li appassionassero o che rispondessero a specifiche esigenze del territorio. Giacomo e il suo gruppo di lavoro hanno scelto di focalizzarsi sulle giornate di primavera del Fai (Fondo per l’ambiente italiano), un tema che si collegava direttamente a una precedente esperienza in cui gli stessi studenti avevano operato come "apprendisti ciceroni". Per realizzare l’articolo, intitolato "Fai la grande bellezza, studenti ciceroni all’opera", i giovani reporter non si sono limitati a una fredda raccolta di dati, ma hanno condotto una vera e propria intervista, recandosi a casa della referente locale della zona. Questa fase ha rappresentato una novità assoluta e una sfida complessa: «Nel corso dell’articolo avevamo intervistato la responsabile locale. Siamo andati a casa sua, le abbiamo fatto delle domande. A livello scolastico avevo già fatto qualcosa, ma in quel caso ci mandavano le domande già pronte dall’istituto. Questa volta è stato diverso: siamo andati lì, abbiamo ascoltato cosa diceva e ci siamo appuntati tutto».
Ferro ammette che la stesura ha richiesto un grande sforzo: «Rispetto a scrivere la parte descrittiva sul Fai, è stato decisamente più difficile mettere insieme le informazioni che ti dà una persona, fare una cernita efficace dei contenuti, anche perché lei ha parlato davvero molto».
Riflessioni con i professori
La commissione d’esame è rimasta colpita da questo percorso, che Giacomo ha presentato come la dimostrazione tangibile di un’attività che gli ha lasciato competenze reali e una nuova consapevolezza critica, portandolo a un voto finale brillantissimo. Tra i banchi d’esame si è sviluppato anche un profondo dibattito sui temi dell’attualità e dell’informazione, toccando nodi cruciali come il futuro della carta stampata. Su questo fronte, Ferro dimostra una maturità non comune: «C’è qualcosa, in generale nella carta stampata, che io non trovo nell’online. Che siano libri o giornali, c’è una differenza profonda. A me piace molto leggere, e informarsi sul giornale è un buon modo per farlo, perché ti costringe a vedere e scoprire diverse cose contemporaneamente».
Anche sul tema della crisi dell’editoria e del progressivo allontanamento dei più giovani, il neodiplomato offre un’analisi lucida: «Secondo me il problema non è nato dai giornali in sé, ma è la società che è cambiata profondamente. È difficile cercare di fare qualcosa per invertire la rotta, ma trovo interessante quello che ad esempio fa La Nuova Ferrara sui social. Postano degli incipit o degli agganci degli articoli, mostrando sulla piattaforma che noi giovani usiamo di più cosa c’è poi da andare ad approfondire sul giornale».
Il futuro di Giacomo
Il percorso di Giacomo Ferro non si fermerà comunque nel mondo del giornalismo, poiché il suo futuro immediato si chiama Matematica, facoltà che ha scelto di frequentare all’Università, guardando anche alle specializzazioni future nel campo dell’intelligenza artificiale applicata ai dati. Anche su questo tema caldissimo Ferro ha le idee chiare: «In certi casi l’Intelligenza artificiale può essere utile, penso soprattutto a cose organizzative o alla gestione di tabelle, come facevamo a volte a scuola. Però, quando si inizia a parlarne in termini di sostituzione, cioè che possa fare qualcosa al posto nostro, la trovo una cosa particolare anche a livello etico. Secondo me rischia di toglierci stimoli e possibilità personali»
Tuttavia, l’esperienza come rappresentante d’istituto negli ultimi due anni e la collaborazione con il quotidiano gli hanno fornito un bagaglio di competenze trasversali unico, spingendolo a scrivere autonomamente altri articoli per la scuola. Ai suoi coetanei che si trovano a dover scegliere i percorsi di Pcto, Giacomo consiglia vivamente di tenere in considerazione progetti legati all’informazione: «Se la scuola dà l’opportunità di partecipare a percorsi del genere, consiglio di tenerli in forte considerazione. È un progetto che non si vede sempre, dà ottime opportunità e buone conoscenze e ti permette di esplorare un ambito totalmente diverso come la scrittura di un articolo». E, aggiunge: «Inoltre, ti insegna a lavorare in squadra». Un percorso completo che, come conclude Ferro, aiuta a sviluppare un pensiero critico indispensabile nella società moderna.
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