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Lido Estensi, incendio ai bagni chimici: fumo visibile fino a diversi chilometri di distanza

Katia Romagnoli
Lido Estensi, incendio ai bagni chimici: fumo visibile fino a diversi chilometri di distanza

Per domare il rogo sono stati utilizzati oltre 10mila litri d’acqua, attinti a più riprese dall’autobotte

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Lido Estensi Una densa colonna di fumo nero si è alzata, attorno alle 18.45 di ieri, mercoledì 8 luglio, dalla spiaggia libera di Lido degli Estensi, adiacente al portocanale, richiamando l’attenzione di residenti e turisti. Le fiamme hanno rapidamente avvolto le toilette chimiche collocate nell’area che, fino al 2011, ospitava la sede della Lega Navale, sviluppando un rogo visibile anche a chilometri di distanza. Il fumo nero, originato della combustione dei materiali plastici presenti nelle strutture, si è propagato con direttrice sud-nord, verso Porto Garibaldi, suscitando apprensione tra chi stava rientrando dalla spiaggia.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Comacchio, che ha circoscritto e spento il rogo, evitando che le fiamme potessero estendersi alla vegetazione arbustiva circostante. L’area in cui è divampato l’incendio è quella che, nell’agosto 2019, ha ospitato il Jova Beach Party. Per spegnere le fiamme sono stati impiegati circa 10mila litri d’acqua, attinti a più riprese dall’autobotte.

Sul luogo sono giunti anche i carabinieri della stazione del Lido degli Estensi e gli uomini della Guardia costiera, che hanno collaborato nella messa in sicurezza dell’area. Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Tra quelle al vaglio degli investigatori vi è anche la possibilità che l’innesco sia stato provocato da un mozzicone di sigaretta acceso, gettato inavvertitamente all’interno di un cestino dei rifiuti, dal quale abbia poi preso origine, lentamente, la combustione.

Terminate le operazioni di spegnimento delle fiamme, i vigili del fuoco hanno proseguito con attività di sorveglianza, monitorando l’area interessata dal rogo per escludere il rischio di tizzoni o focolai nascosti ancora attivi. Un controllo indispensabile per scongiurare l’innesco di un nuovo incendio, sospinto dal vento.

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