Ferrara, Assohotel Confesercenti promuove i concerti: «Fanno bene al turismo»
Il presidente Scolamacchia: «Necessario un preavviso di 12-18 mesi sulle date per far arrivare i turisti stranieri»
Ferrara Secondo i dati elaborati dall’Istat per l’Emilia-Romagna, nello scorso anno Ferrara ha attratto 672.915 turisti, superando le 3 milioni di presenze complessive. La crescita del turismo è strettamente connessa all’aumento del settore extralberghiero, l’insieme di alloggi turistici che non rientrano nella tipologia degli alberghi tradizionali, e all’aumento del numero di turisti stranieri provenienti soprattutto da Austria, Germania, Svizzera, Spagna e, in aumento dal 2020, da Cina e India.
Da quanto è emerso conducendo un sondaggio tra alcuni albergatori, una notevole spinta propulsiva al settore turistico è stata fornita dall’organizzazione di eventi che richiamano in città un gran numero di persone: basti pensare ai due concerti di Vasco Rossi che hanno portato in città oltre 120mila fan, quasi quanto gli abitanti di Ferrara. Eventi e concerti possono offrire anche un apporto al turismo culturale e artistico. Infatti accade che gli spettatori , dovendo spesso pernottare, ne approfittano per visitare il centro storico o alcuni luoghi simbolo della città, magari sfruttando le promozioni proposte dal circuito di accoglienza.
E non è affatto da trascurare il notevolissimo apparato museale che Ferrara può vantare, uno dei più ricchi in relazione alla grandezza della città. Molti musei ospitano mostre uniche nelle quali figurano opere di artisti celeberrimi, come Escher, Chagall e Warhol ai Diamanti.
Alcuni imprenditori ritengono che in passato Ferrara non sia stata in grado di esprimere al meglio le proprie potenzialità a causa di una gestione troppo unidirezionale del fenomeno turistico. Ma con l’aumentare degli eventi è stato possibile intercettare nuovi segmenti di pubblico turistico. E dunque come si dovrebbe procedere per accrescere il turismo a Ferrara così da allinearsi con città simili per grandezza, ma assai superiori per sviluppo turistico? Alcune linee di sviluppo sono state suggerite da Nicola Scolamacchia, presidente Assohotel Confesercenti: «Assumendo come presupposto che Ferrara non è una città nota all’estero e con un basso numero di industrie – spiega – credo sia necessario programmare gli eventi con un preavviso minimo di circa 12-18 mesi, in modo tale che anche i turisti stranieri abbiano la possibilità di scegliere di arrivare per assistervi. Si potrebbe investire anche sul turismo slow e open air, modalità di fruizione turistica in notevole crescita, che privilegiano il contatto con la natura e ritmi rilassati».
La riflessione porta dunque verso la campagna ferrarese, candidata, anche in virtù dei suggestivi luoghi naturalistici del Parco del Delta del Po, ad attrarre persone. Sempre a patto che si riesca a implementare un’efficiente rete di servizi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google