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Ferrara, altri dieci giorni per l’irrigazione: poi arriverà l’ora delle scelte

Andrea Mainardi
Ferrara, altri dieci giorni per l’irrigazione: poi arriverà l’ora delle scelte

L’Osservatorio ha già inviato alcune raccomandazioni agli enti pubblici. Privilegiate le coltivazioni di “primo raccolto”, basta prelievi da bacini sofferenti

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Ferrara «Dieci giorni». Sono questi quelli che restano all’agricoltura per continuare ad attingere a piena potenza dalle acque del Po per irrigare i campi secondo quanto stabilito dall’Osservatorio coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po.

Se le previsioni meteo non cambieranno, sarà necessario quindi una razionalizzazione delle risorse idriche ed in questo senso l’Ente ha già inviato alcune pressanti raccomandazioni agli organi preposti. Innanzitutto si chiede di dare priorità alle richieste riguardanti il completamento del ciclo di colture in “primo raccolto” (come grano e pomodoro) evitando invece di concedere deroghe per l’irrigazione di colture destinate alla trasformazione energetica (colza, sorgo, barbabietola).

Gli enti dovranno prendere in considerazione deroghe per colture arrivate al secondo raccolto solo se adeguatamente motivate e dovranno evitare di autorizzare nuovi prelievi di acqua da bacini e sottobacini con disponibilità idrica già insufficiente a soddisfare la normale domanda. L’Autorità di Bacino poi sollecita Regioni, Province e Comuni ad intensificare i controlli sui vari prelievi di risorse idriche collaborando attivamente con i Consorzi di bonifica. Per ora si tratta di semplici indirizzi limitati al solo Bacino del Po e che non presentano vincoli o limitazioni.

La situazione resta però complessa come sottolinea il dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po Francesco Tornatore: «Perdurano valori di portata ridotti che determinano purtroppo condizioni favorevoli all’intrusione salina che, nel ramo di Pila/Venezia, si attesta a 20 chilometri dalla foce e nel ramo di Goro è giunta anche fino a 25 chilometri. La presenza dell’Osservatorio intende essere un segnale affinché l’attenzione permanga alta sullo stato di queste condizioni che, ormai da un mese abbondante, stanno determinando difficoltà sempre più marcate nell’approvvigionamento irriguo, nell’idropotabile, dove già alcune limitazioni di prelievi rischiano di compromettere l’habitat e la biodiversità dell’ecosistema».

Secondo gli ultimi dati dell’Aipo, nella giornata di ieri, sabato 11 luglio, la secca del Po ha toccato quota -6,89 metri sullo zero idrometrico. La portata del fiume si attesta a 265 metri cubi al secondo (dati aggiornati al 9 luglio). Un numero logicamente inferiore alla portata media storica giornaliera (periodo 1991-2020) che si attesta a 959 metri cubi ma anche rispetto alla portata caratteristica dei periodi magra nello stesso periodo. In questo caso i metri cubi al secondo erano 450.

Se, a differenza delle previsioni iniziali, gli agricoltori sono riusciti per ora a schivare possibili limitazioni la prossima riunione dell’Osservatorio prevista per il 17 luglio potrebbe invece portare a soluzioni più drastiche. L’acqua c’è, ma non per tutti.

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