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Ferrara, bimba nata con una malformazione: operata cinque volte in sei mesi ora torna a casa

Ferrara, bimba nata con una malformazione: operata cinque volte in sei mesi ora torna a casa

Assistita dai Servizi neonatali e pediatrici del Sant’Anna di Cona. Una situazione clinica molto grave a causa di un parto prematuro alla 31ª settimana

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Ferrara Dopo la nascita ha subito cinque interventi chirurgici, il primo dei quali a poche ore dal parto, per correggere problemi di salute molto complessi, poi è stata seguita dai Servizi neonatali e pediatrici dell’azienda ospedaliero universitaria per sei mesi. Nei giorni scorsi, finalmente, la dimissione a domicilio che - sebbene il percorso della piccola preveda ancora un lungo iter di accertamenti e interventi programmati, sia in regime ambulatoriale che di ricovero - segna il raggiungimento di un’importante autonomia assistenziale. Un successo conseguito grazie alla presa in carico globale e multidisciplinare che ha visto la collaborazione di diversi specialisti del Dipartimento Materno Infantile diretto da Claudio Vella.

«Sono molto contenta per l’importante risultato, sebbene ancora parziale, conseguito nella storia clinica di questa bimba e per la sua famiglia. Il percorso sarà complesso e lungo ma mirato alla guarigione della piccola paziente – commenta la direttrice delle aziende sanitarie ferraresi, Nicoletta Natalini – Le aziende dispongono di strutture e servizi all’avanguardia, in grado di dare risposte alle esigenze di salute della popolazione residente, e di collaborare, con un approccio multidisciplinare e orientato al paziente, conseguendo risultati di grande rilievo, come in questo caso».

La bimba, nata pretermine alla 31ª settimana per un improvviso peggioramento delle condizioni fetali e materne, era affetta da un quadro grave e complesso: esofago interrotto e collegato in modo sbagliato con la trachea (in termini tecnici atresia esofagea), associato a una malformazione ano-rettale. Il monitoraggio clinico della piccina è iniziato già in epoca prenatale all’ambulatorio per le Gravidanze a Rischio (referente Danila Morano) del reparto di Ostetricia e Ginecologia (direttore facente funzioni Ruby Martinello), dove la madre è stata seguita con regolarità per gestire la patologia malformativa rilevata già prima del parto.

«La storia di questa bimba – evidenzia la dottoressa Morano – mette in luce l’importanza fondamentale della diagnosi e del monitoraggio prenatale multidisciplinare, grazie al quale abbiamo coordinato fin da subito le azioni con i neonatologi e i chirurghi pediatri, garantendo una sorveglianza stretta che si è rivelata determinante quando le condizioni cliniche hanno imposto il parto pretermine».

L’elevata complessità chirurgica ha richiesto l’impiego di tecniche all’avanguardia: l’atresia esofagea è stata trattata con tecnica mininvasiva toracoscopica, mentre la malformazione ano-rettale è stata gestita per “step” seguendo le più innovative tecniche internazionali.

«Il trattamento di malformazioni così rare e gravi – afferma il dottor Vella, anche direttore della Chirurgia Pediatrica – richiede non solo competenze tecniche elevate, come l'approccio toracoscopico mininvasivo, ma soprattutto una visione d’insieme e una grande precisione. Il coordinamento tra Chirurgia Pediatrica, Anestesia e Terapia Intensiva Neonatale ha permesso di gestire con successo i cinque interventi necessari, tutelando la salute della neonata in ogni fase critica».

Un aspetto particolarmente delicato del decorso post-operatorio è stato il lungo recupero dell’autonomia respiratoria, gestito con il supporto degli specialisti in tracheo-broncoscopia (i dottori Mario Tamburrini, Marco Piattella e Giacomo Forini dell’Unità operativa di Pneumologia diretta dal prof. Alberto Papi) e di un team dedicato.

«L’assistenza post-operatoria e la cura delle fasi successive alle complesse manovre chirurgiche – dichiara Milo Vason, direttore facente funzioni del Servizio di Anestesia Pediatrica di Cona – sono il risultato di un lavoro di squadra. Il recupero dell’autonomia respiratoria è stato un cammino lungo e complesso, gestito in modo multidisciplinare dagli anestesisti pediatrici e da tutte le figure dedicate alla cura della piccola paziente per garantirne la stabilità».

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