Ferrara Summer Festival, nuovo esposto dopo il concerto di Marilyn Manson: «Ordinanza del Tar aggirata»
I legali dei residenti di piazza Ariostea lamentano palesi violazioni all’ordinanza
Ferrara Avevano promesso che avrebbero avuto cura di vigilare, sollecitando anche le istituzioni preposte, sul rispetto delle restrizioni sancite dal Tar al Ferrara Summer Festival. E se il primo spettacolo “riveduto e corretto”, quello del 10 luglio, si è svolto regolarmente secondo i nuovi criteri, sulla serata di sabato gli avvocati Francesco Vinci e Alessandra Palma che rappresentano i residenti hanno rilevato palesi violazioni all’ordinanza e domenica hanno depositato una ulteriore integrazione di querela alla procura per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.
L’esposto
«Il Tar – ricordano i legali – aveva disposto l’annullamento del concerto dei Vowws che da programma avrebbe dovuto svolgersi dalle 18 alle 20.30 e consentiva lo svolgimento del solo concerto di Marilyn Manson dalle 21 alle 23.30». Il tutto, sottolineano, per tenere insieme l’esigenza di non cancellare un evento già programmato ed evitare pesanti ripercussioni economiche, e al tempo stesso tutelare il diritto al riposo dei residenti. «In spregio all’ordinanza del Tar – scrivono Vinci e Palma – e cercando palesemente di aggirarne le prescrizioni, l’organizzazione, anziché annullare lo spettacolo dei Vowws ne ha posticipato l’orario di svolgimento alle 20.30, consentendo così lo svolgimento di entrambi i concerti che, tuttavia, hanno in tal modo avuto una durata superiore rispetto a quella che era stata consentita dal Tar per tutelare il diritto al riposo dei cittadini».
Da qui l’integrazione di querela per chiedere alla Procura «di indagare su tutti gli episodi di violazione delle prescrizioni occorsi nelle serate di svolgimento della manifestazione e di adottare tutti i provvedimenti volti a evitare l’ulteriore protrazione di tali condotte palesemente contrarie alla legge e ai provvedimenti giudiziari».
Il commento
La sentenza del Tar, interviene la consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara), oltre a «mettere fine a una lunga fase di ostinazione amministrativa», ha messo in evidenza la necessità di trovare una sede alternativa al Festival, indicando al tempo stesso «un nuovo metodo di governo», che guardi alla città come a un ecosistema, perché il punto «non è essere favorevoli o contrari ai concerti». Secondo la consigliera «il rischio è che, archiviata piazza Ariostea, si ripeta lo stesso errore: cercare rapidamente un’altra location senza affrontare la questione nel suo insieme». Zonari si sofferma sul “candidato” più citato, il Parco Urbano, invitando a riflettere sulle conseguenze di questa scelta «su uno dei principali patrimoni ambientali della città».
E se i commercianti (Ascom e Fipe) vorrebbero continuare a mantenere il Summer Festival in piazza Ariostea «è una posizione comprensibile. I grandi eventi producono economia, lavoro e attrattività. Sarebbe sbagliato ignorarlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ridurre il dibattito al solo ritorno economico», poiché «il compito della politica non è scegliere quale interesse debba prevalere. Il compito della politica è costruire un equilibrio».
Quello che serve alla città, continua, è un «Piano Eventi» lo stesso che probabilmente sarebbe già pronto «se fosse esistito un confronto vero tra Amministrazione, opposizione, categorie economiche, enti di tutela, organizzatori e cittadini». Serve, conclude Zonari «una pianificazione stabile» con «criteri pubblici e trasparenti, valutazioni ambientali, economiche e sociali e, se necessario, la progettazione di uno spazio realmente vocato a ospitare manifestazioni di maggior richiamo. Non per ostacolare il Ferrara Summer Festival. Al contrario. Per garantirgli un futuro certo. La sentenza del Tar non ci consegna soltanto una scadenza. Ci offre un’opportunità, quella di cambiare metodo».
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