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Ferrara, Ciao ritrovato dopo 45 anni. L’uomo denunciato si difende: «Non l’ho rubato io»

Ferrara, Ciao ritrovato dopo 45 anni. L’uomo denunciato si difende: «Non l’ho rubato io»

Padovani ammette le proprie colpe dal punto di vista amministrativo e stradale, ma respinge ogni accusa di natura penale: «L’ho comprato per 250 euro»

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Ferrara «Ma quale furto, il Ciao l’ho comprato». Parla Bruno Padovani dopo la vicenda del “Ciao” ritrovato dai carabinieri di Crespino a distanza di 45 anni dal furto, avvenuto a Ferrara. Il fatto era stato cosi eclatante da attirare anche l’attenzione dei media nazionali.

A inizio giugno durante un controllo stradale di routine i carabinieri di Crespino (Rovigo) avevano fermato un signore di 68 anni a bordo del Ciao e privo del casco. Gli accertamenti avevano subito fatto emergere ulteriori irregolarità: il conducente era senza patente di guida e il mezzo risultava anche privo della copertura assicurativa obbligatoria. Dopo aver elevato le contestazioni previste dal Codice della Strada, i carabinieri avevano deciso di approfondire i controlli sul veicolo e dalle verifiche documentali era emerso che la targa montata sul ciclomotore apparteneva in realtà a un altro mezzo, sempre riconducibile al 68enne. Successivamente l’uomo era stato invitato a seguire i militari in caserma, dove consultando la banca dati delle forze di polizia si era risaliti alla vera provenienza del mezzo: il motorino risultava rubato in provincia di Ferrara nel 1981. Ed era scattata la denuncia per ricettazione.

I carabinieri sono riusciti intanto a rintracciare telefonicamente il denunciante dell’epoca. L’uomo ha confermato l’episodio e ha fornito un dettaglio specifico del ciclomotore, risultato compatibile con il mezzo fermato dai militari.

Ora il 68enne Bruno Padovani, residente a Crespino, ha deciso di parlare. «Sono stato diffamato dai giornali e la notizia è finita persino in televisione sul Tg3 – esordisce – Mio figlio, che abita lontano, ha appreso la notizia proprio dal telegiornale e si è spaventato moltissimo. Mi sono sentito trattato peggio del peggior delinquente: i carabinieri mi hanno inseguito in paese a sirene spiegate. Sono un uomo anziano e malato, quel motorino mi serviva soltanto per fare dei brevi giretti in paese, non certo per delinquere».

Ma come è arrivato quel leggendario motorino della Piaggio nelle mani del pensionato? «L’ho acquistato appena sei mesi fa dopo aver letto un annuncio su Facebook – spiega Padovani, offrendo i dettagli della compravendita –. Mi sono recato di persona a Fiesso Umbertiano il 22 novembre dello scorso anno e l’ho pagato 250 euro. Ho i testimoni che erano con me e conservo ancora salvato nella memoria del mio cellulare tutto lo scambio di messaggi con il venditore, un ragazzo di appena 20 anni».

Padovani ammette le proprie colpe dal punto di vista amministrativo e stradale, ma respinge con fermezza ogni accusa di natura penale: «In passato ho commesso tanti errori e non lo nego, ma questa volta non sono io il responsabile di quel furto. La mia unica vera colpa è stata l’ingenuità: mi sono fidato di quel giovane. Ero totalmente in buona fede».

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