Ferrara, controlli in provincia: denunciati sei imprenditori e oltre 90mila euro di sanzioni
I carabinieri del Nil in ristoranti, bar e alberghi. Tredici addetti irregolari, 4 attività sospese, 6 datori denunciati
Ferrara Tredici lavoratori in nero, quattro attività sospese (a Ferrara, Cento e Vigarano Mainarda), sei datori di lavoro denunciati per violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ammende e sanzioni per 90mila euro complessivi.
Sono i risultati dei controlli svolti dai carabinieri del Nil (Nucleo Ispettorato Lavoro) di Ferrara in tutto il territorio provinciale nell’ambito delle campagna per il contrasto del caporalato, del mancato rispetto delle norme di sicurezza e del lavoro sommerso nel settore turistico-alberghiero.
I servizi ispettivi hanno interessato in particolare i Comuni di Ferrara, Copparo, Cento, Vigarano Mainarda, Portomaggiore, Mesola, Comacchio e Goro con l’impiego dei militari delle cinque Compagnie del territorio che hanno passato al setaccio ristoranti, alberghi ed esercizi pubblici.
Nel settore della somministrazione di alimenti e bevande (bar, pasticcerie, gelaterie e ristorazione da asporto), a Portomaggiore è stata scoperta un’attività non in regola in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per l’assenza di una formazione sufficiente e adeguata in materia e la mancanza di una valutazione dei rischi.
Nel settore delle strutture ricettive-alberghiere sono state controllate due attività imprenditoriali risultate a loro volta irregolari in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ma in questo caso sono state contestate anche violazioni penali in materia di tutele, come l’omessa formazione dei lavoratori, la mancanza di conformità ai requisiti di sicurezza dei luoghi di lavoro, l’assenza dei prescritti provvedimenti in materia di prevenzione incendi e gestione delle emergenze, l’assenza del piano di emergenza ed evacuazione.
Alcune di queste violazioni hanno portato, nello specifico settore, all’adozione nel Comune di Cento di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Nel settore della ristorazione sono state controllate quattro attività imprenditoriali risultate irregolari sempre in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ma anche per legislazione sociale, rapporti di lavoro e statuto dei lavoratori. Le violazioni riscontrate, per la parte della sicurezza sui luoghi di lavoro, sono risultate riconducibili all’assenza di una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, all’omessa valutazione dei rischi, all’assenza del piano di emergenza ed evacuazione, alla mancanza di conformità ai requisiti di sicurezza dei luoghi di lavoro, all’assenza dei prescritti provvedimenti in materia di prevenzione incendi e gestione delle emergenze.
Per la parte giuslavoristica e per quella della legislazione sociale e di regolarità dei rapporti di lavoro sono state contestate, nei Comuni di Ferrara, Vigarano Mainarda, Portomaggiore, le violazioni inerenti le infedeli o omesse registrazioni delle ore di lavoro effettivamente svolte nel libro unico del lavoro, la mancata consegna ai lavoratori della dichiarazione di assunzione e della busta paga, l’applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro per settore non corretti, il pagamento delle retribuzioni in modalità non tracciabile, ovvero in contanti, nonché le violazioni per lavoro “nero”.
Queste ultime violazioni e la contestazione di rapporti di lavoro “in nero” hanno portato, nello specifico settore della ristorazione, all’adozione nei Comuni di Ferrara e Vigarano Mainarda di 3 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, una per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza, una per lavoro nero e una per entrambe le ipotesi, avendo riscontrato nel corso delle ispezioni un totale di 13 addetti “in nero” con conseguente applicazione della specifica maxisanzione per lavoro irregolare.
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