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Ferrara, il sottosegretario Balboni in visita al carcere dell’Arginone: «Più personale e nuovo padiglione»

Andrea Mainardi
Ferrara, il sottosegretario Balboni in visita al carcere dell’Arginone: «Più personale e nuovo padiglione»

Il senatore: «Mi sono impegnato presso il Ministero per il pagamento degli straordinari ancora in arretrato. Ogni cella adesso almeno un ventilatore e un frigo portatile»

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Ferrara Le recenti tensioni tra detenuti all’interno della Casa Circondariale “C. Satta” non sono passate inosservate nemmeno a Roma. Lo stesso dicasi per le difficoltà con le quali la Polizia Penitenziaria deve convivere ogni giorno, in particolare in casi come quello verificatosi pochi giorni fa. Un vero e proprio regolamento di conti tra una mezza dozzina di detenuti, albanesi e nordafricani, che si sono affrontati in un “ring” improvvisato a colpi di sedie e gambe di tavoli. Proprio per esaminare lo stato attuale delle cose in prima persona, il senatore e sottosegretario Alberto Balboni si è recato ieri, lunedì 13 luglio, all’interno della Casa Circondariale anche per mostrare la vicinanza delle istituzioni agli agenti impegnati in un compito così gravoso.

«Si è trattato di un incontro molto lungo e partecipato – racconta il sottosegretario – alla presenza anche della direttrice del carcere, del comandante del provveditore regionale e di una nutrita rappresentanza di agenti e sindacati. Abbiamo affrontato una disamina di tutte le questioni croniche che attanagliano il nostro carcere, i medesimi che si verificano in tutta Italia».

Qualche piccolo passo avanti c’è già stato: «Mi sono sincerato che fossero arrivati i finanziamenti per alleviare la calura estiva. Abbiamo stanziato a maggio per tutte le carceri 800mila euro in totale ed ora ogni cella ha almeno un ventilatore e un frigo portatile mentre negli spazi comuni ci sono i frigo a pozzetto».

«È evidente – prosegue Balboni – il sovraffollamento così come i 42 tra agenti ed altre figure che mancano per completare l’organico. Come ho già detto nei giorni passati ed ho ribadito anche all’interno del carcere, questo Governo sta facendo il possibile dopo aver ereditato una colpevole situazione di immobilismo. Abbiamo potenziato i centri di formazione che stanno lavorando a pieno regime anche se non possiamo avere la bacchetta magica per risolvere tutto in un attimo».

Il sovraffollamento si supera con la rieducazione e non solo: «Grazie agli accordi bilaterali con i Paesi coinvolti, potremo far scontare a diversi detenuti la pena nelle patrie galere senza attendere il consenso della singola persona. Nel carcere di Ferrara il 43% è straniero. Aiuteranno anche le leggi per far scontare la pena fuori dalla galera a tossicodipendenti ed a personale che lavora. Attualmente all’Arginone sono 36 i detenuti con un impiego ma la direttrice ha assicurato la volontà di potenziare questo ambito con un laboratorio di panetteria e pasticceria».

Il senatore ha anche affrontato problemi molto concreti con il personale del carcere: «Condivido con i sindacati la necessità di un ulteriore allargamento di organico una volta costruito il nuovo padiglione. Ho espresso la mia vicinanza agli agenti di polizia penitenziaria nei quali ho visto un grande senso delle istituzioni. Mi sono poi impegnato presso il Ministero dell’Economia e la Ragioneria di Stato per il pagamento degli straordinari ancora in arretrato ed ho chiesto una relazione del provveditore sullo stato dell’area di accoglienza del carcere. Qui mi è stato riferito che ci sono spesso difficoltà nel mantenere l’ordine».

Incontro propositivo dunque, apprezzato anche dai sindacati e che si spera possa segnare l’inizio di un nuovo corso per il carcere ferrarese.

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