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Il gasolio torna a salire e sfonda quota 2 euro: il confronto tra i distributori di Ferrara

Andrea Mainardi
Il gasolio torna a salire e sfonda quota 2 euro: il confronto tra i distributori di Ferrara

Tra accise e tensioni internazionali cresce anche la “verde”. Intanto cambiano le abitudini di acquisto nel settore automotive e l’elettrico piace sempre di più

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Ferrara Non c’è pace per automobilisti ed autotrasportatori. Quando finalmente la situazione legata al prezzo del gasolio sembrava lentamente tornare alla normalità, ecco il repentino cambio di direzione.

Lo scenario

Da un lato il Governo ha tolto la temporanea limitazione alle accise, che aveva contribuito a calmierare i prezzi durante il picco della crisi geopolitica in Iran, e dall’altro la guerra tra i pasdaran e gli Stati Uniti è tornata a farsi più intensa con prospettive di una nuova escalation militare nel Golfo Persico. Ciò ha inevitabilmente portato a nuove restrizioni riguardanti lo Stretto di Hormuz attraverso il quale passa una consistente quantità di petroliere dirette verso l’Europa.

Aumenti

La conseguenza di questi continui mutamenti sullo scenario mondiale è chiara: il prezzo del diesel sta già prepotentemente tornando nelle immediate vicinanza dei due euro al litro. Anzi, questa soglia è stata superata in alcuni distributori particolarmente frequentati come quello di via Modena 42 (2.379 euro), via Arginone (2.319 euro), via Comacchio 120 (2.369 euro), via Wagner (2.196), via Ravenna 78 (2.114 euro), via Pomposa 122 (2.109) e via Canapa (2.060). Fuori città si trovano ancora distributori con il gasolio a 1.999 euro come a Poggio Renatico (via Uccellino 28) a Bondeno sulla Virgiliana ed a Vigarano Mainarda sula via Cento. Anche sulla via Eridania, ad Occhiobello, i prezzi sembrano leggermente meno aggressivi.

In città qualche eccezione si trova su via Caretti (1.989 euro), via Pomposa, via Bologna, via Padova 33 (1.939) ma anche sulla Statale 16 Adriatica quasi al km 85 (1.919). Le “mosche bianche”? In via Ravenna 262/ A (1.799 euro) o addirittura a Stienta sulla via Eridania con un prezzo al litro praticato di 1.594 euro. Altri rincari che rischiano di essere scaricati sul consumatore finale, come troppo spesso accade in queste situazioni.

La benzina

Anche il carburante più comunemente utilizzato dagli utenti generici la situazione torna a farsi critica. Anche in questo caso dopo una leggera discesa avuta negli ultimi dieci giorni, il trend si sta invertendo. Molti distributori si stanno attestando su un prezzo al litro di 1.899 euro. Qualche centesimo si può risparmiare alle pompe di via Modena, Foro Boario, via Canapa e sulla via Eridania ma di certo le tariffe restano lontane dai livelli pre-crisi.

Auto nuove per nuove abitudini

Per cercare di non essere continuamente in “ostaggio” delle crisi internazionali e dei prezzi folli, anche le abitudini di acquisto degli italiani stanno cambiando nel comparto automotive. Lo certificano anche gli ultimi dati Ansfisa sulle immatricolazioni di giugno 2026. Rispetto allo stesso mese del 2025 la percentuale delle auto con una motorizzazione ibrida è aumentata di 2,9 punti con 68.363 immatricolazioni. A farla da padrone in questo caso è la nuova Fiat Panda ibrida che stacca di quasi seimila unità le Toyota Yaris e Yaris Cross.

Un aumento, sempre facendo un confronto tra giugno 2025 e giugno 2026, si registra anche tra le auto ibride “plug-in” con un +3,3% che le vede superare quota 15mila unità immatricolate. In questo caso si conferma la penetrazione delle realtà cinesi nel mercato italiano con sei modelli nella top dieci di quelle più vendute. Anche in questo caso il primato è netto grazie alle 3.637 immatricolazioni della nuova Byd Atto 2.

Situazione simile anche per le auto 100% elettriche che crescono addirittura del 4,1%, anche in questo caso avvicinandosi molto alle 15mila immatricolazioni mensili. A convincere i consumatori è stata la Leapmotor T03 seguita dalla Dacia Spring e dalle Tesla Model 3 e Y.

Modelli in calo

Sul fronte opposto calano le immatricolazioni di mezzi a benzina (-5,6%) che scendono sotto quota 30mila vetture sempre nel solo mese di giugno 2026. In questo caso a fare successo è sempre la Citroen C3 seguita dalla Fida Grande Panda e dalla Volkswagen T-Cross. Visti i prezzi del carburante, crollano anche le vendite delle auto diesel del 3,6% che resta un mercato appannaggio di clienti particolarmente danarosi (o presunti tali) viste le auto più vendute: Audi Q3, Mercedes Gla e Volkswagen Tiguan.

Leggera decrescita, a sorpresa nonostante il risparmio, per le auto alimentate a gpl che perdono uno 0,9% di immatricolazioni. In questo caso è Dacia a sbaragliare la concorrenza grazie ai modelli Sandero e Duster, seguita dalle Renault Captur e Clio. Sono ormai scomparse le auto a metano (una sola immatricolazione) mentre non è ancora sviluppato il mercato delle auto a idrogeno, con i soli due modelli Toyota e Hyundai invenduti. 

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