Fabbri indagato, il sindaco di Ferrara replica: «Dov’è quella libertà che tanto professano?»
Fabbri interviene dopo aver scoperto di essere stato inserito nel registro degli indagati: «Resto fiducioso nella magistratura»
Ferrara «Ho appena appreso dalla stampa di essere stato iscritto nel registro degli indagati per il caso dell’articolo di giornale poggiato sui banchi dell’opposizione». Inizia così il post pubblicato dal sindaco di Ferrara Alan Fabbri sui suoi profili social dopo aver appreso dalla stampa locale di essere indagato a seguito della denuncia presentata dal consigliere Fabio Anselmo.
«L’articolo – spiega il primo cittadino nel post – riportava il caso del figlio dell’avvocato Fabio Anselmo, sorpreso con un pacco contenente circa mezzo chilo di hashish proveniente dalla Spagna».
Il sindaco ribadisce poi quanto già affermato nelle scorse settimane: «Non era mia intenzione renderlo di dominio pubblico, cosa che invece ha fatto l’ex-candidato sindaco per il centro-sinistra Anselmo. Altrimenti lo avrei già fatto in campagna elettorale. Era solo un modo per confermare di non essere come loro e di non avere i loro stessi metodi, che hanno sempre utilizzato nei miei e nostri confronti».
Alan Fabbri è quindi indagato e dovrà quindi «rispondere di due reati: diffamazione e violenza o minaccia contro un corpo politico (art. 338 c.p.)».
A depositare la denuncia – come aveva già annunciato durante la seduta del consiglio comunale durante la quale il sindaco aveva lasciato sui banchi dell’opposizione l’agenzia Ansia del 2021 che riportava la notizia dell’arresto del figlio di Anselmo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti – è stato il consigliere di opposizione Fabio Anselmo, «che non ha ancora capito che, per governare una città e ottenere consenso, bisogna conquistare la fiducia dei cittadini nelle urne e non nelle aule di tribunale».
Il post del primo cittadino si chiude con una domanda: «Mi chiedo dove sia finita quella libertà che tanto professano, se anche un articolo di giornale, peraltro già di dominio pubblico da anni, possa rappresentare un grave pericolo per l’opposizione. Resto comunque fiducioso nella magistratura, affrontando anche questa ennesima vicenda e ritenendo di aver sempre agito con correttezza, trasparenza e nell’interesse di tutti i cittadini».
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